Cos'è il gaslighting: ecco i 3 esempi più comuni di manipolazione psicologica

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Photo credit: Courtesy of Unsplash - Hannah Xu
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Ci sono ormai tantissime parole chiave da tenere presente quando ci si addentra nella complicata jungla odierna delle relazioni. Dall'ormai utilizzatissimo "ghosting" (la pratica in si sparisce nel nulla, nella vita vera come nei social, lasciando nell'interlocutore un gran senso di frustrazione) al più subdolo "breadcrumbing" (quando, cioè, l'altro ci comunica poco interesse, pur mantenendo un contatto costante ma saltuario, con poco commitment ma richiedendo sempre la nostra attenzione): ci sono ormai moltissimi termini per definire vari gradi di manipolazione psicologica. Tra questi, uno da tenere bene a mente è il gaslighting.

Ma qual è il significato di gaslighting e da dove prende origine questo termine? L'ispirazione viene da una pièce teatrale di Patrick Hamilton e dal suo adattamento cinematografico: "Gas Light" (così si intitola il film del 1944) racconta la storia di una donna che viene lentamente manipolata dal marito fino a farle credere di essere diventata pazza: il marito modifica il posto di oggetti della casa, abbassa le luci – le fa, insomma, credere cose che non esistono davvero. Si tratta di una vera e propria violenza psicologica; è imperativa allora la domanda: gaslighting come riconoscerlo? Vediamo insieme esempi di gaslighting e modi per contrastarlo e uscirne. Mano agli appunti: non possiamo farci trovare impreparati!

Gaslighting: esempi di una manipolazione relazionale

Ebbene sì, il gaslighting è una manipolazione relazionale. Si tratta di una vera e propria forma di abuso emotivo ed è molto frequente nelle relazioni tossiche: manipolando una persona nei pensieri e nei ricordi, la si porta a mettere in dubbio la sua stessa percezione della realtà fino, addirittura, ad avere dubbi addirittura sulla sua sanità mentale. Che lo si faccia consapevolmente o che si tratti di crudeltà mentale, il gaslighting può accadere in molti tipi di relazione: un'amicizia malata, un capo problematico o un partner tossico – e, inutile dirlo, è il gaslighting in coppia a essere tra i più devastanti. In famiglia, può essere una madre che disapprova costantemente le decisioni del figlio, così tanto da instillare in lui il perenne dubbio che tutto quello che fa non è giusto – tutto, insomma, è controllato dalla madre. O, ancora, un partner che ci fa sentire costantemente sbagliati: dalla raccolta differenziata fatta male a come si dorme, dalle piccole critiche sul modo di vestirsi al cambiare di netto ricordi comuni – critiche inizialmente piccole ma costanti, continue, disarmanti. Insomma: quale ricetta migliore per destabilizzare una persona, fargli perdere fiducia in sé e assumere il controllo totale del suo pensiero?

Gaslighting: profilo psicologico del manipolatore

Dopo aver definito l'origine e aver visto qualche esempio di gaslighting, dobbiamo soffermarci sul profilo psicologico del manipolatore: come agisce e come riconoscere ciò che il manipolatore sta facendo con la nostra mente? Quali sono, insomma, le principali tecniche di gaslighting?

  1. Prima di tutto il gaslighter è qualcuno che si trattiene, ovvero che rifiuta di ascoltare o dice che non capisce; non è un ascoltatore attento, insomma, e denota un'importante mancanza di empatia

  2. Il gaslighter tende quindi a mettere in dubbio la memoria della vittima: ridefinisce un evento, nega di aver detto/fatto cose e, cambiando spesso punto di vista, disorienta la percezione del suo interlocutore

  3. Un altro modo per distruggere una persona psicologicamente è il "trivializzare" tutto ciò che è importante per la vittima: si fa beffe dei suoi bisogni, dei suoi sogni, dei suoi sentimenti.

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Marcos Paulo Prado
Photo credit: Courtesy of Unsplash - Marcos Paulo Prado

Come uscire dal gaslighting

Il danno da gaslighting è grande: il manipolatore va infatti non solo a creare insicurezza nei ricordi della vittima, ma mina la sua percezione e la sua sicurezza in sé. Alla lunga, si tratta di un vero e proprio tentativo di distruzione psicologica e, come tale, va trattato con estrema serietà. Riconoscere di essere una vittima di una relazione tossica improntata sul gaslighting è il primo e il più importante passo da compiere per chiedere aiuto – per farlo, serve la consulenza con un terapeuta, si tratti di uno psicologo o uno psichiatra: sono loro le migliori guide per indicare alla vittima il cammino verso la liberazione dai dubbi, dalle parole e dalla "realtà parallele" create dal gaslighter. Al di là dell'aiuto medico, serve circondarsi di amici che comprendano la situazione e possano guidarci attraverso i nostri dubbi: niente è più importante che riacquisire la vecchia sicurezza in sé e nelle proprie opinioni.

Per approfondire: un testo di riferimento sul gaslighting

Mary Pelman è una rinomata psicoterapeuta Americana, che si è specializzata in gaslighting, narcisismo e personalità manipolatrici dopo esserne stata vittima nella sua adolescenza. In questo testo intitolato "Gaslighting: Impara come rompere definitivamente il ciclo di abuso emotivo e spirituale, riconoscere un narcisista e difenderti dal gaslighting per vivere la vita che vuoi e che meriti" spiega il plagio mentale come uscirne, creando parallelismi tra il gaslighting e il narcisismo. Una lettura fondamentale per chi è stato vittima di gaslighting o un manuale utile per aiutare chi, vicino a noi, è caduto nella trappola di un gaslighter.


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