Cos'è questa polemica sessista sulla statua di Marilyn Monroe?

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Marilyn Monroe continua a dare scandalo. A quasi 60 anni dalla sua morte, la diva di Hollywood non smette di far parlare di sé attraverso la sua più iconica posa, quella che nel film del 1955 Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder immortalava l'attrice in piedi sopra una griglia di ventilazione con tanto di tacco e abito bianco, sollevato dal vento al passaggio della metropolitana. Una scena maliziosa rimasta impressa nell'immaginario collettivo al punto da essere stata scelta nel 2011 da Seward Johnson per omaggiare l'attrice con l'opera Forever Marilyn. Il manufatto in questione, una statua alta circa 8 metri in acciaio e alluminio, rischia di dividere l'opinione pubblica della piccola cittadina di Palm Springs in California da quando l'amministrazione ha scelto di collocarla all'ingresso del Palm Springs Art Museum, dove dovrebbe rimanere almeno per i prossimi tre anni.

Photo credit: Bettmann - Getty Images
Photo credit: Bettmann - Getty Images

A far discutere i cittadini non è solo la sua infelice collocazione, ma anche il suo messaggio esplicitamente sessista. Secondo molti, dare la possibilità ai passanti di scattarsi un selfie sotto l'imponente e svolazzante gonna di Marylin avallerebbe l'upskirting, una dilagante pratica voyeuristica che consiste nello scattare delle foto o girare dei video di nascosto sotto i vestiti di una persona inconsapevole, in genere con un telefonino. Un abuso sessuale a tutti gli effetti che in California, come in molti altri Paesi anglosassoni, costituisce reato. "La statua è palesemente sessista – ha commentato Elizabeth Armstrong, ex direttrice del Palm Springs Art Museum – perché costringe quasi le persone a guardare sotto la gonna di Marilyn, che invece voleva essere presa seriamente come artista e non solo considerata un’icona sessuale".

Photo credit: FREDERIC J. BROWN - Getty Images
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Dello stesso parere, ma più per ragioni educative e di decoro urbano, anche l'attuale direttore del Museo Louis Grachos che dai microfoni della National Public Radio tuona: "Trovo che sia estremamente offensiva, al pensiero dei ragazzi che escono dal nostro museo e la prima cosa che si trovano davanti è la biancheria intima di questa scultura enorme di Marilyn". Indecente e sessista, la scultura non aveva destato scalpore dieci anni fa quando era stata commissionata e collocata nel cuore della cittadina dove è rimasta dal 2012 al 2014, prima di iniziare le sue lunghe peregrinazioni in giro per gli States ed essere poi nuovamente riportata a Palm Springs dopo essere acquistata al prezzo di 1 milione di dollari.

Photo credit: Raymond Boyd - Getty Images
Photo credit: Raymond Boyd - Getty Images

Di certo la sensibilità verso certi temi è molto cambiata negli ultimi anni se contro l'oggettivazione di Marilyn è stata avviata persino la petizione su Change.org "Stop the misogynist #MeTooMarilyn statue in Palm Springs", che ha già superato le 40 mila sottoscrizioni. Dal canto suo Aftab Dada, amministratore delegato del Palm Springs Hilton, non ha alcuna intenzione di far rimuovere l'opera: "Rende molto felice la maggior parte delle persone e secondo noi è un’attrazione turistica, non un’opera d’arte". E promette uno studio accurato dell'impatto economico che nei prossimi mesi avrà la statua sulle attività commerciali affacciate su Palm Canyon Drive, convinto che l'effetto Marylin colpirà ancora e il suo richiamo sarà irresistibile per i turisti.

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