Cos'è successo nella moda nel 2020? Tutti i cambi di poltrone che hanno rivoluzionato l'industria

Di Valentina Nuzzi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Sean Zanni - Getty Images
Photo credit: Sean Zanni - Getty Images

From ELLE

Nel 2020, mentre il mondo si fermava, la moda ha continuato a muoversi. Mentre le persone restavano confinate in casa in pigiama, paralizzate da un nuovo virus letale, le case di moda proseguivano placidamente la loro ricerca dello stile (e del modello di business) perfetto. Forse avremmo dovuto immaginarlo quando a febbraio, a poche ore dallo scoppio della pandemia, Miuccia Prada ha nominato Raf Simons come co-direttore creativo di Prada, che il 2020 sarebbe stato un anno tutt’altro che tranquillo. E così è stato. Ad aprile, in pieno lockdown globale, Givenchy ha annunciato la partenza dopo soli tre anni di Clare Waight Keller, approdata al timone creativo della maison nel marzo 2017 dopo sei anni da Chloé. A giugno, poi, a pochi giorni dalle prime timide riaperture, il marchio ha reso pubblica la nomina di un nuovo designer non poteva essere più diverso da lei: Matthew M. Williams, fondatore del brand di luxury streetwear di culto 1017 ALYX 9SM.

Photo credit: Estrop - Getty Images
Photo credit: Estrop - Getty Images

Ma i giri di poltrone non si sono affatto esauriti qui. A un anno e mezzo dalla scomparsa di Karl Lagerfeld, a settembre Fendi ha nominato il suo sostituto a capo delle collezioni ready to wear, fur e couture della maison: Kim Jones, già direttore creativo di Dior Homme, che come fa notare WWD si aggiunge così alla lista di designer di menswear che hanno lasciato il segno con il womenswear (cc: Raf Simons, Hedi Slimane). A un mese esatto di distanza, è stato poi un altro marchio icona del Made in Italy a scuotere le fila dell'industria: a ottobre Renzo Rosso, patron di OTB-Only The Brave, ha nominato Glenn Martens, anima del brand d’avanguardia parigino Y/Project, a capo della creatività di Diesel. Incaricato di portare nuova linfa al brand di denim veneto, il designer belga è subentrato così a Nicola Formichetti, che aveva lasciato Diesel nel dicembre 2017 e il cui ruolo da allora era stato rivestito soltanto dallo stesso Rosso.

Photo credit: Victor VIRGILE - Getty Images
Photo credit: Victor VIRGILE - Getty Images

Sempre a ottobre, è stato un altro marchio storico italiano a far (ri)parlare di sé dopo molto tempo: Roberto Cavalli, che ha nominato Fausto Puglisi, ex creativo di Ungaro e a capo del suo brand eponimo, come nuovo “consulente creativo”. Lo stilista siciliano è succeduto così a Paul Surridge, che aveva guidato il marchio fiorentino per meno di due anni fino a marzo 2019. Le ultime manovre decisive non hanno risparmiato neppure dicembre: all’inizio del mese, Chloé ha detto addio a Natacha-Ramsay Levi, ex protégée di Nicolas Guesquière da Louis Vuitton, dopo quattro anni di mandato. E mentre i video dei saluti sofferti del suo team tra applausi e squilli di campane diventavano virali su Instagram, la maison del gruppo Richmont nominava già il suo successore: Gabriela Hearst, designer uruguayana già titolare di un brand di moda e accessori eco-friendly (nonché moglie dell’erede della famiglia Hearst).

Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images

Last but not least, mentre un’allieva di Guesquière compieva la sua uscita trionfale da Chloé, un altro compieva il suo ingresso altrettanto trionfale da Courrèges: Nicolas Di Felice, designer belga che come Ramsay-Levi ha lavorato fianco a fianco con il suo omonimo da Balenciaga prima e Vuitton poi. Ma anche le svolte chez Vuitton non si sono arrestate qui: a maggio la maison aveva rafforzato il suo comparto pelletteria con la nomina di Johnny Coca, ex direttore creativo di Mulberry dal 2015 al 2020, come direttore degli accessori donna. Un anno molto complesso ma denso di progetti molto ambiziosi, nonostante tutto. Cosa ci attende nel 2021?