Cos’è BeReal, il nuovo social delle foto vere ovvero l'alternativa (onesta) a Instagram della gen Z

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Photo credit: Christian Vierig - Getty Images
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La questione filtri su Instagram sta sfuggendo di mano. Nati quasi per gioco, oggi imbattersi in foto e video in cui visi e corpi non sono ritoccati è probabile come trovare un ombrellone a Ravello a ferragosto. La distinzione tra finzione e realtà è sempre più labile e sempre più pericolosa, dal confronto (chiaramente ad armi impari) si esce la maggior parte delle volte con le ossa rotte. Ecco perché BeReal, il social network che scongiura l'uso matto e disperatissimo di editing è una valida alternativa (onesta) a Instagram &co.

Visi piallati e aerografati, ciglia lunghissime, pelle levigate, abbronzate e glitterate per non parlare di occhiaie, rughe e cellulite vade retro. La vita raccontata sui social è spesso l'evoluzione insidiosa di photoshop. Ci sono delle eccezioni (hai detto Ashley Graham?), influencer che si mostrano nature e non nascondono i loro difetti, ma anche lì il dubbio rimane. La nuova app BeReal, nata a febbraio ma in queste settimane diventata virale, potrebbe essere la soluzione per arginare la realtà distorta onnipresente nella realtà formato polaroid? Si tratta di un social istantaneo che rende davvero difficile la possibilità di editare e post-produrre. In pratica funziona così: l’app manda una notifica simultaneamente al giorno a tutti i suoi iscritti che hanno solo due minuti di tempo per fare una foto o un video di 20 secondi da condividere con il proprio gruppo di amici. Più foto vere, della quotidianità, dell'hic et nunc e meno tramonti da cartolina. Non ci sono like e followers: approvazione social(e), desiderio di omologazione e piacere a tutti i costi lascia il passo a tutto il bello della realness.

Per BeReal si parla di un finanziamento da 30 milioni di dollari e di uno sviluppo ulteriore per rispondere ai desiderata di una buona fetta della Gen Z sempre più affezionata a contenuti reali e onesti e ai rari spaccati di Insta verità. Stessa filosofia dietro a Poparazzi, sottotitolo The Anti Selfie Selfie Club, social app che consente agli utenti di fare foto al naturale ai propri amici e postarle (l’idea è che le uniche foto che un utente può avere di se stesso sono scattate da altri, ovviamente senza fotoritocco). Basteranno a contrastare la fiera della vanità?

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