Cos’è la sindrome di Otello e come sconfiggerla

Sindrome di otello

Chi non è mai stato geloso del proprio partner? Essere gelosi è anche normale: stuzzica l’attenzione e l’interesse della persona amata e, in certi casi, ravviva il rapporto. Ma attenzione a non farlo sfociare in un qualcosa di più! La gelosia, come tutte le altre emozioni, se portate all’esagerazione, può diventare morbosa e malsana e trasformarsi in veri e propri disturbi, come la Sindrome di Otello.

Sindrome di Otello: cos’è e da dove nasce

Prende il nome da un’opera di Shakespeare basata appunto sulla gelosia e si tratta di un disturbo psicopatologico appartenente alla categoria dei “deliri passionali”, caratterizzato da una gelosia morbosa, ossessiva, delirante e paranoica. Chi ne è affetto, è convinto dell’infedeltà del proprio partner, anche senza avere prove certe di questo ed è dominato da stati d’animo deliranti e paranoici quali l’ossessione e l’angoscia.

Passa tutto il tempo ad interrogarsi e a ipotizzare infedeltà e tradimenti, assumendo atteggiamenti ossessivi come controllare continuamente la vita del partner e interrogarlo su tutto quello che fa. Questi atteggiamenti possono però purtroppo sfociare in serie attività di stalking, cyberstalking e sabotaggio e, nei casi più gravi ed estremi di ansia, rabbia e forte stress, possono addirittura sfociare in atti di pura violenza.

Ma questa sindrome non nasce dal nulla, si sviluppa soprattutto nelle persone più fragili e insicure, molto ansiose e con poca autostima. Esse sono convinte di non valere abbastanza e per questo motivo credono di non meritare l’amore del partner che, il più delle volte, viene percepito come la forza negativa e distruttiva dell’equilibrio della coppia. Questo non meritare l’amore dell’altro porta ad uno stato di paura e angoscia perenne, che nasconde ulteriore insicurezza e fragilità. La paura di perdere il partner viene però espressa in termini violenti e ossessivo-deliranti.

Come sconfiggerla?

Fortunatamente, se presa in tempo, questa sindrome può essere sconfitta. Come? Attraverso il dialogo, il confronto e grazie all’aiuto di uno specialista che sia in grado di ascoltare i problemi della persona, indirizzandola verso un processo di guarigione e consapevolezza delle proprie fragilità. Solo, in questo modo, è possibile prendere atto della situazione creatasi e risolverla, migliorando se stessi e acquistando autostima e benessere psico-fisico.

Oppure un altro ipotetico percorso da seguire riguarda la coppia. Anche in questo caso, farsi seguire da uno psicoterapeuta può essere d’aiuto sì alla persona affetta da disturbo, ma anche al partner, così che può rendersi conto delle problematiche, cercare di stargli vicino e superare con essa il periodo negativo, rafforzando il rapporto.