Cosa deve avere un film per piacere agli adolescenti? Tra ieri e oggi alcune ipotesi a confronto

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Photo credit: Archive Photos - Getty Images
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"E così andiamo avanti, barche contro la corrente, incessantemente trascinati verso il passato" scriveva il celebre scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald. Quante volte vi è capitato di emozionarvi in un mercatino dell’usato davanti a un libro, un accessorio o un capo di abbigliamento appartenuto a un passato ormai lontano? O di rimettere in ordine una soffitta impolverata e ritrovare un oggetto che riporta alla mente preziosi ricordi e una piacevole nostalgia? In questa rubrica vogliamo parlare dell’irresistibile anima vintage che è presente in ognuno di noi in diverse percentuali. Perché è impossibile cancellare quello che è stato, anche perché a volte serve guardare indietro per trovare l’ispirazione, nella moda, nell’arte, nella musica e nella vita.

“Se qualcuno, amante delle inchieste, ne indicesse una fra i giovinetti dagli undici ai quindici anni per conoscere quali siano i film da loro preferiti, si accorgerebbe - ne siamo certi - che più o meno il 35% degli interpellati, risponderebbe di preferire i film d’avventura, mentre l’altro 65% dividerebbe i suoi gusti tra i film musicali, sentimentali, comici, brillanti, drammatici, storici, ecc…”

Photo credit: Archive Photos - Getty Images
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Per un vecchio articolo sulla rivista Cinema di Novembre 1950, intitolato "Film per adolescenti e pericoli delle formule", è stato selezionato un campione di cento ragazzi di diversi strati sociali per capire i gusti dei più giovani quando si parla di film e cinema in generale.

Un modo curioso anche per vedere se sono cambiate le cose dagli Anni 50 a oggi per le giovani generazioni continuamente bombardate di novità in ambito culturale e creativo, nel bene e nel male. “Non c’è padre, non c’è maestro, non c’è parroco che non ritenga il film d’avventure lo spettacolo preferito dei ragazzi. E’ infatti convinzione giustissima, però bisognerebbe subito intendersi sul significato che per i ragazzi ha l’espressione ‘film d’avventure”.

Photo credit: ullstein bild - Getty Images
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Non sarà un'avventura

All’epoca qualcuno considerava tali film come Giovanna D’Arco, Alba Fatale, Cielo di Fuoco, insieme ai western o i film di Tarzan. Quindi “è chiaro che chi creasse film esclusivamente per ragazzi basandosi sui gusti che questi dicono di avere, cadrebbe facilmente nell’errore di dar origine a una produzione retorica, al di fuori delle passioni vere dell’adolescenza e perciò fallimentare sia dal punto di vista economico che educativo”.

“E poi, una produzione ‘ad usum adulescentis’ sarebbe oltre tutto impegnativa e costosa come quella normale, visti i ragazzi d’oggi, maliziosi e ipercritici; li abbiamo sentiti e visti infatti fischiare e urlare irresistibilmente più di una volta nelle sale di provincia dove, per riempitivo, si proiettano ancora di quando in quando film del genere e dove il pubblico, anche se è di gusti poco raffinati, reagisce violentemente davanti a ciò che non gli va. Anzi, il bello è che mentre gli adulti sopportano in pace le pellicole meschine e quasi ci si divertono, i giovinetti non le vogliono vedere”.

Photo credit: Weegee(Arthur Fellig)/International Center of Photography - Getty Images
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Educare al buon cinematografo come si educa alla buona letteratura

Da queste riflessioni di Vincenzo Bassoli, autore del vecchio articolo, ne deriva che “i ragazzi, anche se amano schematizzare più degli adulti le loro preferenze in generi definiti, hanno una varietà di gusti uguale alla nostra, se non superiore, e che pertanto è pressoché impossibile creare film appositamente per loro senza incappare nell’errore di formalizzarsi attorno a due o tre generi che, davanti agli spettatori loro destinati, non raccoglierebbero che una lieve percentuale di consensi”.

Quindi, in ultima analisi, i film per gli adolescenti devono essere sicuramente ricchi di insegnamenti e moralmente sani, ma quando i film sono fatti per i più piccoli spesso piacciono anche agli adulti, come recentemente avviene con i prodotti Disney Pixar per esempio. Quindi “l’unica via per non rovinare lo spirito e l’intelligenza della nostra gioventù, e non incontrare disastri finanziari e delusioni, è quella di creare buoni film per tutti, escludendo in ogni caso i giovinetti dalle proiezioni pericolose, e di educare al buon cinematografo così come si educa alla buona letteratura”.

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