Cosa mangia il presidente della Repubblica? I menu del Quirinale raccontano la lunga storia d'Italia

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Photo credit: JUAN MABROMATA - Getty Images
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Vi siete mai chiesti cosa mangia Sergio Mattarella? E quali sono state le pietanze preferite dai presidenti della repubblica venuti prima di lui, in 70 anni di storia italiana? A soddisfare tutte le vostre curiosità ci pensa un libro, I menù del Quirinale, preziosa testimonianza di ben 250 menù serviti nella storia della repubblica italiana, tre re e 12 presidenti della Repubblica. Il volume è stato stampato dall’Accademia italiana della Cucina 10 anni fa, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, e oggi costituisce una preziosissima testimonianza culinaria.

I menu del Quirinale raccontano la lunga storia italiana attraverso i piatti dei capi di stato, ad esempio diventati molto più frugali nel passaggio dal regno alla repubblica. È soprattutto a partire dai primi Anni 70 che i menù dei presidenti cambiano, adottando una forma più simile a quella odierna: meno portate ai pranzi ufficiali, e soprattutto più leggere. Ad esempio Sandro Pertini non poteva mangiare troppo, perciò i suoi pranzi si limitavano a un brodo leggero, seguito da carni bianche o pesce, soprattutto spigola. Nonostante la spinta alla semplificazione, sulla tavola dei presidenti c'è sempre stato spazio anche per le golosità: nei pasti di Oscar Luigi Scalfaro non potevano mai mancare la sua gelatina di aceto di mele a cubi, cipolla di tropea marinata e crudités.

Photo credit: Fabrizio Villa - Getty Images
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Arrivando agli Anni Novanta, Carlo Azeglio Ciampi era uno sfegatato del caciucco alla livornese, pasto principe di un menù semplice ma variegato: dalla cicala al vapore condita con il limone alla gallinella bollita, fino a trippa, fegato e coda alla vaccinara. Uno dei piatti più semplici, ma solo in apparenza, era il preferito di Giorgio Napolitano: gli spaghetti al pomodoro. Ma, ovviamente, come si legge nei menù, non si trattava di una preparazione dozzinale. Niente passata di pomodoro, per creare il sugo gli chef del Quirinale usavano solo pomodori italiani di stagione come il Piccadilly, Datterino e Ciliegino, condito da olio extravergine d’oliva Canino Dop aromatizzato con aglio polesano Doc, cipolla di Giarratana bianca della Sicilia e sedano nero di Terni. Infine gli spaghetti di Gragnano venivano cotti in acqua con sale di Cervia e poi serviti insieme al pomodoro con una generosa grattata di parmigiano 38 mesi e basilico fresco.

Di delizia in delizia arriviamo all'attuale capo di stato Sergio Mattarella che, a quanto pare, è molto ghiotto di zuppe e vellutate con ceci, lenticchie e roveglia, un’antica varietà di piselli. Di tanto in tanto, Mattarella richiede un assaggio di anelletti al forno, primo piatto palermitano, così come spaghetti al pomodoro, verdure e pesce, sempre con pochi condimenti, all'insegna di una sobrietà che riflette il suo carattere. Tale menù, tale presidente.

Photo credit: JUAN MABROMATA - Getty Images
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