Covid, 100 tra prof e scienziati scrivono a Conte e Mattarella: "Subito misure drastiche"

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
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(Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)
(Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)

Provvedimenti stringenti e drastici per evitare che si arrivi a centinaia di decessi al giorno. La richiesta arriva da oltre cento scienziati e docenti universitari che, questa mattina, hanno inviato una lettera-appello al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio. Nel messaggio si dà “piena adesione alla richiesta” che il presidente dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi ha fatto nel suo blog su HuffPost “di assumere provvedimenti stringenti e drastici nei prossimi due o tre giorni” per “evitare che i numeri del contagio in Italia arrivino inevitabilmente, in assenza di misure correttive efficaci, nelle prossime tre settimane, a produrre alcune centinaia di decessi al giorno”.

Nell’appello, precisa, parlando con HuffPost, Roberta Calvano, ordinaria di diritto costituzionale all’Unitelma Sapienza e promotrice della lettera: “Non chiediamo un nuovo lockdown, ma sottolineiamo l’importanza di prendere in considerazione i dati molto preoccupanti sulla diffusione del virus. A chi ritiene che in questo modo si privilegi il diritto alla salute rispetto all’esigenza di salvaguardare i posti di lavoro e l’economia rispondiamo che non è così, anche perché adottare provvedimenti più drastici in questo momento significa evitare un possibile lockdown prolungato in futuro”. Tra i firmatari dell’appello figurano i nomi del Rettore della Normale di Pisa, Luigi Ambrosio e di Fernando Ferroni, ex presidente Istituto Nazionale Fisica Nucleare.

Le ultime misure varate dal governo, in questo momento, secondo chi ha sottoscritto la lettera, rischiano di essere largamente insufficienti: “Chiudere i ristoranti alle 24 significa in alcune regioni, come mi è stato riferito da colleghi in Piemonte, addirittura allungarne l’orario di apertura piuttosto che restringerlo, ed in ogni caso, pur nel rispetto della difficile situazione in cui opera il Governo in questo momento, mi consentirà una battuta: ben pochi cittadini mi risulta vadano al ristorante dopo la mezzanotte”, continua Calvano.

L’appello ha ricevuto varie decine di adesioni in poche ore: “Le prime cento firme - spiega ancora la professoressa - sono state raccolte in un pomeriggio. Nelle ore successive se ne sono aggiunte altre, ma abbiamo scelto di indicare cento come cifra simbolica”.

Di seguito il testo integrale della lettera:

Come scienziati, ricercatori, professori universitari riteniamo doveroso ed urgente esprimere la nostra più viva preoccupazione in merito alla fase attuale di diffusione della pandemia da COVID-19 e riteniamo utile segnalare all’attenzione delle Istituzioni, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Governo, nella persona del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le stime riportate nell’articolo del Presidente dell’Accademia dei lincei, professor Giorgio Parisi.


Ci sentiamo di dare piena adesione alla richiesta contenuta nell’articolo di assumere provvedimenti stringenti e drastici nei prossimi due o tre giorni, onde evitare che, secondo le stime riportate nell’articolo, i numeri del contagio in Italia arrivino inevitabilmente, in assenza di misure correttive efficaci, nelle prossime tre settimane, a produrre alcune centinaia di decessi al giorno.


Il necessario contemperamento delle esigenze dell’economia e della tutela dei posti di lavoro con quelle del contenimento della diffusione del contagio deve ora lasciar spazio alla pressante esigenza di salvaguardare il diritto alla salute individuale e collettiva sancito nell’art. 32 della Carta costituzionale come inviolabile. La salvaguardia dei posti di lavoro, delle attività imprenditoriali e industriali, esercizi commerciali, e le altre attività verrebbero del resto ad essere anch’esse inevitabilmente pregiudicate all’esito di un dilagare fuori controllo della pandemia che si protraesse per molti mesi. Prendere misure efficaci adesso serve proprio per salvare l’economia e i posti di lavoro. Più tempo si aspetta, più le misure che si prenderanno dovranno essere più dure, durare più a lungo, producendo quindi un impatto economico maggiore. E’ per questo che il contagio va fermato ora, con misure adeguate, ed è per questo che chiediamo di intervenire ora in modo adeguato, nel rispetto delle garanzie costituzionali, ma nella piena salvaguardia della salute dei cittadini, che va di pari passo ed è anch’essa necessaria e funzionale al benessere economico.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.