Covid-19, in Emilia realizzati nuovi ventilatori polmonari per assistere più malati

Covid-19, dall'Emilia nuovi ventilatori polmonari per assistere più malati (Photo by PIERO CRUCIATTI/AFP via Getty Images)

Mentre negli ospedali dell’Emilia-Romagna si scava la trincea contro il coronavirus, con il potenziamento progressivo delle terapie intensive, la battaglia prosegue anche fuori, tra laboratori di ricerca pubblici e aziende private in fase di riconversione. E c’è una storia che lega Mirandola, nel Modenese, e Bologna al resto d’Italia, alimentando le speranze dei reparti sotto pressione.

L’idea del professor Marco Ranieri di collegare più pazienti a un singolo ventilatore polmonare, creando un circuito che potrebbe raddoppiare la capacità di accoglienza dei reparti di terapia intensiva, sembra funzionare davvero ed è stata concretizzata da Intersurgical, azienda del distretto biomedicale di Mirandola. La successiva sperimentazione all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna ha avuto successo: il circuito creato coi prodotti dell’azienda modenese, in appena 72 ore, funziona, come ha confermato il commissario all’emergenza Covid Sergio Venturi.

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“Una notizia che ci riempie di orgoglio - ha sottolineato Venturi - Un’impresa di Mirandola in sole 72 ore ha fornito il primo prototipo che è già stato testato dall’ospedale Sant’Orsola di Bologna: funziona, e nei prossimi giorni saremo in grado di fare gli ordinativi, destinando la strumentazione alle province più colpite dal virus. Una collaborazione straordinaria tra clinici e industria che metterà a disposizione del sistema sanitario un dispositivo preziosissimo in grado di raddoppiare i posti in terapia intensiva. Non solo, in questo modo daremo anche ad altri Paesi, che ci guardavano con scetticismo e che hanno avuto più tempo di noi per affrontare l’emergenza, un prodotto dell’ingegno della nostra comunità”.

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Intersurgical potrà ora sviluppare il prototipo anche nelle sue 23 sedi estere, comprese la Cina, la Francia, la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti. L’azienda, nata come Starmed da un’idea di Mario Veronesi, è specializzata da sempre in ventilatori non invasivi ma negli ultimi sette giorni ha subito una trasformazione epocale per rispondere alle richieste legate all’emergenza coronavirus e che arrivano da tutta Italia.

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