Covid, AstraZeneca sperimenta il primo mix di anticorpi che previene l’infezione

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Mix vaccini
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La casa farmaceutica AstraZeneca ha annunciato di aver sperimentato con “risultati positivi” un nuovo approccio da destinare ai soggetti ad alto rischio in modo tale da prevenire e contrastare la diffusione del coronavirus.

AstraZeneca, lo studio sul primo mix di anticorpi

Il nuovo approccio sperimentato con successo da AstraZeneca per incrementare la lotta contro il SARS-CoV-2 si chiama profilassi pre-esposizione. Il trattamento, già noto in associazione a malattie come l’HIV, è rivolto ai soggetti ad alto rischio e consiste nell’assunzione di prodotti farmacologici che aiutino a prevenire ed evitare l’insorgere dell’infezione.

In questo contesto, nella giornata di venerdì 20 agosto, la casa farmaceutica ha comunicato di aver ottenuto “risultati positivi” durante lo studio di fase III sulla “prima combinazione di due anticorpi a lunga durata d’azione (Laab) per prevenire Covid-19”.

In relazione ai risultati raggiunti, poi, è stato anche rivelato che il nuovo approccio della profilassi pre-esposizione, sperimentato nello studio battezzato “Provent”, la combinazione di anticorpi “AZD7442 ha ridotto del 77% il rischio di sviluppare il coronavirus in forma sintomatica, rispetto al placebo”.

AstraZeneca, lo studio sul primo mix di anticorpi: protezione fino a 12 mesi

Con la sigla AZD7442, si intende una combinazione di anticorpi che è stata modificata al fine di offrire una potenziale protezione di lunga durata contro il virus. Secondo l’azienda, l’assunzione di AZD7442 potrebbe fornire “fino a 12 mesi di protezione”. La combinazione, inoltre, è stata identificata come “la prima che ha dimostrato la prevenzione di Covid in un trial clinico, ottenendo una riduzione statisticamente significativa dell’incidenza di Covid sintomatico”.

In seguito alla diffusione di simili risultati, AstraZeneca si appresta a diffondere ufficialmente i dati di profilassi derivati dai trial Provent e Storm Chaser e consegnarli alle autorità regolatorie per poter ricevere l’autorizzazione per l’uso di emergenza o per l’approvazione condizionata di AZD7442.

AstraZeneca, primo mix di anticorpi: i dettagli dello studio Provent

Per quanto riguarda lo studio Provent, tutti i pazienti trattati con AZD7442 non hanno manifestato sintomatologie gravi di Covid né si sono registrati casi di decesso. Tra i pazienti ai quali è stato somministrato il placebo, invece, si sono sviluppati tre casi di Covid grave, degenerati in due decessi.

Allo studio Provent di AstraZeneca, hanno partecipato 5.197 pazienti: il gruppo che ha ricevuto il mix di anticorpi comprendeva il doppio delle persone che caratterizzava quello dei soggetti trattati con placebo.

Più del 75% dei 5.197 pazienti, inoltre, presentava comorbilità e, nella maggior parte dei casi, esistevano anche condizioni che provocavano la produzione di una scarsa risposta immunitaria in seguito alla ricezione dei vaccini anti-Covid.

In merito ai pazienti testati con AZD7442, AstraZeneca ha diffuso una nota attraverso la quale ha sottolineato che il mix di anticorpi è stato “ben tollerato” mentre le analisi preliminari hanno dimostrato che gli eventi avversi si sono verificati in modo pressoché bilanciato tra il gruppo che ha sperimentato l’AZD7442 e quello che ha ricevuto il placebo. Nella nota, ancora, si legge che i risultati preliminari in vitro isolati dai ricercatori dell’università di Oxford e della Columbia University hanno mostrato la capacità di AZD7442 di “neutralizzare le recenti varianti emergenti di Sars-CoV-2, inclusa la Delta”.

AstraZeneca, lo studio sul primo mix di anticorpi: il commento degli esperti

Lo studio Provent è stato commentato dal professore di pediatria e medicina dell’University of Colorado School of Medicine (Usa) e ricercatore principale dell’indagine, Myron J. Levin, che ha precisato: “I dati mostrano che una dose di AZD7442, somministrata per via intramuscolare, può prevenire rapidamente ed efficacemente Covid sintomatico. Questo si prospetta come uno strumento importante nel nostro arsenale per aiutare le persone che potrebbero aver bisogno di più di un vaccino per tornare alle loro vite normali“.

Le dichiarazioni del professor Levin sono state avvalorate dall’intervento dell’Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, Mene Pagalos, che ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di approcci aggiuntivi per le persone che non sono adeguatamente protette dai vaccini Covid. Siamo molto incoraggiati da questi dati di efficacia e sicurezza nelle persone ad alto rischio, che dimostrano che la combinazione di anticorpi a lunga durata d’azione ha il potenziale per proteggere da malattie sintomatiche e gravi, insieme ai vaccini. Non vediamo l’ora di condividere ulteriori dati dal programma di sperimentazione clinica di Fase III entro la fine dell’anno”.

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