Covid, cosa aspettarsi a settembre: le regole per scuola, elezioni, stadi

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Il Comitato tecnico scientifico è al lavoro per fissare entro settembre le linee guida per la ripartenza in Italia e regolare, in particolare, il ritorno a scuola (che riguarderà oltre 12 milioni di persone), gli ingressi dei tifosi allo stadio, le modalità di svolgimento delle elezioni e gli accessi a concerti e spettacoli dal vivo. Le linee guida, che saranno consegnate nei prossimi giorni al governo, intendono sbloccare tutte le attività senza far aumentare i contagi da coronavirus ed evitare di innescare la tanto temuta seconda ondata. Il dossier degli esperti dovrebbe arrivare la prossima settimana e durare almeno fino al 31 ottobre. Ecco, nel dettaglio, cosa dovremo aspettarci per il prossimo autunno.

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Il ritorno a scuola

Il ritorno a scuola sarà alquanto complicato, con la misurazione della febbre da effettuare a casa, le entrate e le uscite scaglionate, i possibili nuovi focolai. “Ma saremo in grado di affrontarli e risolverli”, assicurano gli esperti sulle pagine del Corriere - Il Cts funziona anche grazie al lavoro di un pool di dipendenti della protezione civile che sin dall’inizio dell’emergenza ha gestito ogni dossier e al momento del rientro in classe potrà rispondere alle chiamate di emergenza proprio per fornire le soluzioni giuste in ogni situazione”. Grande attenzione sarà raccomandata per l’utilizzo dei banchi monoposto che sono utili per mantenere la distanza interpersonale, ma hanno le ruote e dunque appaiono inadatti per gli alunni più piccoli.

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Doppi ingressi negli stadi

Nemmeno il ritorno dei tifosi sugli spalti sarà semplice. La prova generale saranno gli Internazionali di tennis che si svolgeranno a Roma a settembre. In quel caso ci saranno soltanto posti a sedere con mascherina o distanziamento, entrate e uscite separate. Difficile replicare lo stesso schema per le partite di calcio, soprattutto nei settori più affollati come le curve. Ma proprio su questo si sta cominciando a lavorare nella consapevolezza che, se non risalirà la curva epidemica, si dovranno consentire le partite a porte aperte. Fondamentali lo scaglionamento degli ingressi, il mantenimento della distanza nei vari settori e l’obbligo di rimanere seduti come avviene nei cinema e nei teatri.

Le elezioni tra urne e matite

Sono tanti i nodi da sciogliere in vista delle consultazioni del 20 e 21 settembre. Il primo riguarda i compiti del presidente. La legge prevede infatti che debba essere lui a deporre la scheda nell’urna, ma è una procedura che si vorrebbe cambiare in modo che ogni cittadino, con mascherina e mani disinfettate all’ingresso, provveda a lasciarla. Altro problema da risolvere è quello della matita copiativa che in Italia è obbligatoria per barrare la scheda. Si tratta però di un oggetto che passerebbe di mano in mano, per questo si sta studiando una modifica alle norme per consentire l’utilizzo della propria penna. Infine c’è il diritto al voto di si chi trova in quarantena o in isolamento, quindi ha il divieto di uscire. Come riporta il Corriere, è esclusa la possibilità che si possano utilizzare i cosiddetti “seggi volanti” che dovrebbero fare il giro delle abitazioni. Si sta dunque pensando di concedere a queste persone il permesso di recarsi alla Asl. Per formare il seggio bisognerebbe però utilizzare il personale sanitario, l’unico in grado di gestire i casi dei possibili positivi.

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