Covid: iniezioni di cellule staminali per sconfiggere il virus

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cellula staminale Coronavirus
cellula staminale Coronavirus

L’ospedale universitario di Modena sta attualmente coordinando un importante studio per realizzare un trattamento utile per i pazienti di Covid-19. Per riuscire a ridurre le infezioni causate del virus, i ricercatori stanno impiegando cellula staminale allo scopo di contrastare il meccanismo del Coronavirus. Vediamo i dettagli di questo importante ricerca denominata studio Rescat.

Cellula staminale contro il Coronavirus: lo studio

Lo studio Rescat è coordinato dall’ospedale universitario di Modena e vede la partecipazione anche degli ospedali di Firenze, Milano, Verona e Vicenza. Allo studio partecipa anche il Centro di ricerca Tettamanti e il San Gerardo. Lo scopo di questa ricerca è quello di riuscire a realizzare un trattamento per i pazienti malati di Coronavirus utilizzando cellula staminale. Per riuscirci, si sfrutta l’infusione di cellule stromali mesenchimali, ossia cellule che possono funzionare come fonte di cellule per la riparazione e rigenerazione dei tessuti. Queste specifiche cellule sono anche capaci di produrre fattori antinfiammatori che sembrano in grado di contrastare il meccanismo alla base del danno d’organo indotto dal virus Sars-CoV-2.

La ricerca nasce da una lunga esperienza nell’uso di queste cellule che vengono impiegate per contrastare la cosiddetta malattia del trapianto verso l’ospite, una complicazione che rende non efficace uno tra i più importanti strumenti per curare le leucemie. Le cellule vengono prelevate da un donatore sano e riescono ad adattarsi senza alcun rigetto a quelle del paziente malato di Coronavirus che le riceve. Dal momento che infondendo quelle cellule nel caso di compicanza dopo un trapianto si riduce l’infiammazione, lo stesso meccanismo potrebbe essere valido anche nel trattamento di coloro che sono affetti da polmonite dovuta al Covid.

Attualmente è già disponibile una banca con centinaia di cellule mesenchimali, prodotte e congelate all’interno di freezer all’azoto, in provette già utilizzabili direttamente nel paziente. Fino ad oggi gli studi effettuati in Cina su numerosi pazienti affetti di una forma grave di Covid-19 hanno dimostrato che non ci sono reazioni allergiche e nemmeno eventi avversi in generale. Si è piuttosto osservato un netto miglioramento dell’ossigenazione e un miglioramento generale della situazione clinica del malato.