Varianti nel 65% dei casi: ospedali al collasso in una regione

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L'immunologa Viola: "Variante inglese più contagiosa e letale"

Cresce la preoccupazione per la scoperta, sempre più frequente, delle varianti del Covid-19 in Italia. La più presente, quella inglese, tiene sotto scacco una regione che nel 65% dei positivi al coronavirus attestati ha riscontrato tale variante.

Si tratta dell'Abruzzo, regione in cui le province di Chieti e Pescara sono finite nelle ultime ore nella fasci di rischio più alta, la rossa. Secondo una stima fatta dal laboratorio di Genetica molecolare dell’Università di Chieti, la percentuale di positivi alla variante inglese è in crescita. Si tratta di una variante "dominante", hanno fatto sapere dalla direzione del laboratorio che, senza alcun dubbio, ha consigliato un "lockdown duro".

Idea condivisa anche da Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, che negli ultimi giorni è stato al centro di aspre polemiche sul ritorno ad un paese in quarantena forzata per 3-4 settimane.

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La pressione sugli ospedali, intanto, cresce. A Pescara è tilt della catena di gestione dell'emergenza: dal 118 al pronto soccorso, passando anche per le aree di degenza. Da giorni, data la crisi, i pazienti vengono trasferiti ad altre strutture. Intervistato da Il Messaggero il direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università di Chieti ha dichiarato: “La variante inglese sta letteralmente mangiando viva la precedente. Difficile individuare le cause, ma la variante cresce in modo esponenziale e sta diventando dominante”.

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