Criminal Minds Beyond Borders, o quando non tutti gli spinoff vengono con il buco

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Photo credit: Robert Voets - Getty Images
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Criminal Minds è, senza dubbio, una delle più longeve e apprezzate serie gialle del recente passato. Andata in onda continuativamente dal 2005 al 2020, racconta dell’Unità Analisi Comportamentale dell’FBI, un gruppo di detective specializzati che danno la caccia ai serial killer analizzandone la psicologia e il “modus operandi”. Ma sapevi che questa serie ha avuto uno spinoff, intitolato Beyond Borders? E che questo spinoff vantava nel cast, tra gli altri, un attore come Gary Sinise? Se la risposta è no, ti capiamo: c’è un motivo. Anzi, più di uno...

L'origine di Criminal Minds Beyond Borders

Beyond Borders, prodotta sempre da CBS e con Erica Messer (storica sceneggiatrice di Criminal Minds) al timone, arriva sul mercato quando la serie “madre” conta la bellezza di undici stagioni, tutte segnate da ascolti altissimi e un buon gradimento da parte del pubblico. Visti questi numeri, non è peregrino pensare di voler bissare il successo, proponendo un prodotto simile ma variando un po’ sul tema. Come ha fatto, per fare un esempio, la serie CSI coi suoi vari spin-off ambientati a Miami e New York. A dire il vero, questo non è il primo tentativo di creare uno spinoff di Criminal Minds: già nel 2010, durante la quinta stagione della serie regolare, era stato presentato un cast di nuovi personaggi attraverso un altro episodio crossover: questi personaggi, facenti parte di un’altra Unità Analisi Comportamentale, capitanati da nientemeno che Forrest Whitaker, sarebbero poi diventati il cast di Criminal Minds: Suspect Behaviour. Nella serie, le azioni di questa UAC sarebbero state del tutto diverse da quelle del cast della serie regolare, molto più adrenaliniche e fuori dagli schemi. Nonostante un cast di tutto rispetto e la presenza dell’attrice che nella serie regolare interpreta Garcia a fare da “collante”, Suspect Behaviour ha avuto ascolti bassissimi, e la CBS ha deciso per la sua cancellazione dopo un solo anno di messa in onda.

Photo credit: NBC - Getty Images
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La trama di Criminal Minds Beyond Borders e l'episodio Il mostro

Tornando a Beyond Borders, invece, anche qui abbiamo narrate le vicende di un gruppo di detective molto abili nell’arte del profiling, ossia nel tracciare il profilo psicologico di una persona, e che la usano per scovare assassini seriali. Fin qui, nulla di nuovo sotto al sole. La diversità sta nell’ambientazione: se la serie principale si svolge unicamente negli Stati Uniti, questa si ambienta (nomen omen) “al di fuori dei confini” degli USA, e vede il team affrontare i problemi legati a diverse culture e lingue. L’àncora per unire le due è un episodio pilota crossover chiamato, appunto, Beyond Borders, in cui vengono presentati in personaggi e ciò che fanno. Ma cosa fanno di preciso? Inseguono serial killer che colpiscono americani all’estero. Un po’ deboluccia come ossatura, a dirla tutta. Ogni episodio vede il team agire in un diverso luogo del mondo e la puntata 2x02, dal titolo Il mostro, è ambientata a Firenze. Le vicende sono chiaramente ispirate al Mostro di Firenze, uno dei più famosi serial killer della storia recente italiana, e vedono la squadra recarsi nel Belpaese per indagare sul brutale omicidio di due studenti americani.

Il cast di Beyond Borders

Il cast, come detto, è buono e presenta due nomi di “spicco”: Gary Sinise e Alana de la Garza. Il primo non ha quasi bisogno di presentazioni: tra le altre cose, è stato il Tenente Dan in Forrest Gump, ha recitato in Apollo 13 e, più recentemente, ha ricoperto un ruolo da assoluto protagonista in CSI: New York, interpretando Mac Taylor, direttore del reparto della Scientifica della Polizia di New York. Qui veste i panni di Jack Garrett, capo dell’International Response Team. Alana de la Garza, invece, ha militato per diverso tempo nella serie, anch’essa gialla, Law & Order, e nella serie interpreta l’antropologa del gruppo.

Photo credit: CBS Photo Archive - Getty Images
Photo credit: CBS Photo Archive - Getty Images

I limiti di Criminal Minds Beyond Borders...

Partiamo da un presupposto di base. La serie in sé, se chiudi un occhio su alcuni evidenti problemi, non è malaccio, e se sei fan di Criminal Minds la apprezzerai sicuramente. Analizzata, però, nella sua essenza principale, si notano facilmente i limiti. Il taglio del prodotto è vecchio, tanto che sembra una serie tv di inizio anni 2000. Il cast non sembra quasi per nulla amalgamato, come se avessero incollato assieme alcuni dei volti più riconoscibili del panorama poliziesco televisivo ma senza creare la giusta coesione tra i personaggi, che pur essendo discretamente delineati non spiccano per una caratterizzazione particolare. Gran parte del successo della serie originale è stato dato dall’ottima caratterizzazione dei personaggi e dalla curiosità derivante dal vedere in azione un vero reparto della FBI. Un gruppo come l’International Response Team, invece, non esiste affatto e, anzi, l’idea che esso possa avere giurisdizione dovunque sulla Terra e addirittura prendere il controllo di intere indagini solo perché sono coinvolti degli americani è alquanto inverosimile. Nella serie originale era mostrato chiaramente come la stessa FBI dovesse interfacciarsi con le autorità locali. Come hanno fatto gli stessi autori a dimenticarsene? Infine, il tutto è condito da una strana aura alla Charlie’s Angels... il team si sposta in giro per il mondo usando un aereo cargo e portandosi dietro una jeep e una moto, manco fossero gli ultimissimi ritrovati tecnologici nella lotta al crimine!

... e le accuse di razzismo

Tutto questo, però, è del tutto marginale se visto nell’ottica del vero grosso problema della serie: come vengono descritte le altre nazioni. Sfruttando il personaggio della De la Garza, l’antropologa, vengono descritti usi e costumi delle popolazioni locali e spesso risultano fondamentali per la risoluzione dei crimini. Ma il tutto risulta grottescamente stereotipato. È facile per le produzioni americane “generaliste”, purtroppo, scadere nello stereotipo e nella banalizzazione. E questa serie, sebbene parta con bel altri auspici, risulta la fiera degli stereotipi. Sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, essa ottiene un misero 25%, basato su 16 recensioni professionali e quasi tutte individuano questo problema: Beyond Borders sembra fatto per spaventare gli americani e metterli in guardia dalle “psicopatiche” popolazioni straniere, instillando nello spettatore una immotivata paranoia xenofoba. L’episodio crossover che ha presentato la serie era stato apprezzato dal pubblico, ma già dal primo episodio “effettivo” la critica ha stroncato il prodotto.

Photo credit: Sonja Flemming - Getty Images
Photo credit: Sonja Flemming - Getty Images


Usa Today ha fatto a pezzi l’episodio, ambientato in Thailandia, dicendo “Le cose brutte possono accadere ovunque. Ma l'idea di uno spettacolo settimanale che promuova la dannosa fantasia che i turisti americani in Thailandia o in India siano tutti in costante pericolo di farsi tagliare la gola... è semplicemente sbagliata”. E se pensiamo che la serie è uscita nel 2016, all’indomani dell’elezione di Trump a Presidente degli Stati Uniti, che ha fatto della paura per il diverso e per l’odio e la discriminazione le colonne della sua campagna elettorale, la frittata è fatta. Nonostante una prima stagione recepita piuttosto freddamente, la CBS ha deciso di prolungare per una seconda e qui arriva l’ultimo chiodo nella bara di Beyond Borders. L’episodio numero 6, chiamato “Cenerentola e il drago”, è ambientato a Singapore e mostra al pubblico le rigide leggi che puniscono i criminali nel Paese, citando l’episodio della fustigazione di un giovane americano per vandalismo, premendo ancora di più sulla xenofobia che permea la serie. Il pubblico estero, specialmente quello proveniente proprio da Singapore, ha stroncato pesantemente l’episodio, denunciandone le molteplici inesattezze culturali. Alla fine, dopo due stagioni di scarsissimo successo, con la seconda stagione che ha ricevuto la metà degli ascolti della prima, CBS ha deciso di chiudere il progetto nel maggio del 2017 e cancellare la serie.

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