Crisanti: "Manca un provvedimento per i trasporti. Se anche diminuissero i casi dovremmo consolidare i risultati"

Linda Varlese
·Editor, HuffPost Italy
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Andrea Crisanti during EKopark 2020 at Monselice, Padova, Italy on 26, August 2020. Andrea Crisanti is an Italian full professor of Microbiology at the University of Padua. He previously was professor of Molecular Parasitology at Imperial College London. He is best known for the development of genetically manipulated mosquitoes with the objective to interfere with either their reproductive rate or the capability to transmit diseases such as malaria.  (Photo by Massimo Bertolini/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Andrea Crisanti during EKopark 2020 at Monselice, Padova, Italy on 26, August 2020. Andrea Crisanti is an Italian full professor of Microbiology at the University of Padua. He previously was professor of Molecular Parasitology at Imperial College London. He is best known for the development of genetically manipulated mosquitoes with the objective to interfere with either their reproductive rate or the capability to transmit diseases such as malaria. (Photo by Massimo Bertolini/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

“Nessuno sa se questi provvedimenti avranno l’effetto sperato, perché nessuno ha mai sperimentato questi provvedimenti. Il dpcm è un compromesso. Sono provvedimenti che diminuiscono i contatti, alcuni sono ragionevoli, altri meno comprensibili come il divieto di partecipazione a spettacoli e cinema, luoghi abbastanza regolati”. Il Prof. Crisanti dice la sua sul nuovo Dpcm a Radio Cusano Campus.

“Manca secondo me un vero e proprio provvedimento per regolare i trasporti, che sono un’occasione di assembramento pazzesca e non si capisce perché si tollerino i trasporti e si sanzionino cinema e spettacoli”.

Il Professore è molto duro

Il punto è che in questa situazione non ci saremmo dovuti arrivare, è il risultato di una totale impreparazione delle regioni e anche del sistema sanitario nell’implementare delle misure di sorveglianza, tracciamento e prevenzione. Avevamo 5 mesi di tempo, avremmo potuto creare un sistema di sorveglianza e tracciamento e non ci saremmo trovati in questa situazione

Poi suggerisce:

“Se anche diminuissero i casi, non avremmo alcuna garanzia di poter consolidare questi risultati perché al momento attuale non abbiamo un sistema di sorveglianza che sia in grado di interrompere i contatti sul territorio, come hanno fatto Cina, Taiwan, Nuova Zelanda e anche il povero Vietnam, che ha saputo intercettare i tracciamenti sul territorio ed ha avuto pochissimi casi”.

Discorso a parte per gli asintomatici:

“In genere gli asintomatici veri, cioè coloro che non hanno alcun sintomo di nessun genere, sono tra il 45 e il 55%, poi c’è un altro 35% di persone che hanno sintomi come febbre, mal di testa, tosse, c’è un 10% che richiede cure ospedaliere, all’interno di questi c’è un 3% di persone che va in rianimazione”.

Sulle terapie intensive.

“Tra pazienti covid e non covid, i posti letto disponibili in Italia in questo momento sono circa mille. Rimango sorpreso quando sento dire che in Italia abbiamo 7mila posti di rianimazione, i malati di covid sono 1200 quindi abbiamo ancora tanta disponibilità. Ma in rianimazione ci vanno anche persone afflitte da altre patologie, che riempiono le rianimazioni per circa l’80% in genere”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.