Da agosto Venezia dice stop alle grandi navi, e la Mostra del cinema non poteva cominciare meglio

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Photo credit: JaCZhou 2015 - Getty Images
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Se ne parlava da anni, ma forse è stato solo dopo il richiamo formale da parte dell'Unesco che il governo italiano ha deciso di dire basta alle grandi navi davanti a San Marco e sul canale della Giudecca di Venezia. Grazie al nuovo decreto legge, approvato stasera dal Consiglio dei Ministri, dall'1 agosto tutte le imbarcazioni da crociera che non saranno in linea con le caratteristiche previste dalla legge non potranno più avere accesso alla laguna e saranno dirottate al porto di Marghera. Una soluzione temporanea, almeno finché Comune e Regione non troveranno un accordo per l'attracco a Trieste o a Ravenna, che arriva pochissimi giorni prima della discussione da parte dei tecnici dell'Unesco di inserire Venezia nella lista dei siti in pericolo prevista dal 16 al 31 luglio a Fuzhou (Cina). In caso di approvazione da parte del Comitato mondiale del Patrimonio, l'Italia dovrà presentare entro febbraio del 2022 un piano di intervento con una serie di misure correttive.

Photo credit: MIGUEL MEDINA - Getty Images
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Per scongiurare questa eventualità il governo ha anticipato una decisione che era attesa da anni e che introduce il divieto di navigazione per tutte le navi che presentino almeno una delle seguenti caratteristiche: una stazza lorda superiore alle 25.000 tonnellate, una lunghezza pari o superiore ai 180 metri, un'altezza maggiore di 35 metri e una produzione superiore allo 0,1% di zolfo. Imbarcazioni di tale portata infatti provocano una serie di pericoli per Venezia che riguardano prima di tutto il traffico croceristico: oltre a essere la maggiore fonte di inquinamento atmosferico, le grandi navi producono inquinamento elettromagnetico, a causa dei radar sempre accesi, inquinamento marino per le pitture antivegetative delle carene e inquinamento acustico, provocato dai rumori assordanti che giorno e notte investono la città. Il danno più grande tuttavia riguarda gli effetti idrodinamici provocati dal transito delle navi, che al loro passaggio dislocano migliaia di tonnellate d’acqua in un tessuto urbano antico e fragile fatto di malte e palafitte, su cui poggiano le abitazioni lagunari.

Photo credit: MIGUEL MEDINA - Getty Images
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Grazie a questo provvedimento, definito dal premier Draghi "un passaggio chiave per la tutela della laguna", fra due settimane Venezia sarà finalmente liberata da questi colossi che deturpano il paesaggio marino e urbano della città. "È una giornata storica, dopo anni di attesa da parte di tutto il mondo – commenta il ministro della Cultura Dario Franceschini –. Una decisione attesa dall'Unesco e da tutti coloro che sono stati a Venezia e sono rimasti stravolti dalla grandezza di queste navi passare nel luogo più fragile e bello del mondo. Una decisione importante. Ci saranno risarcimenti per chi subisce un danno per questa iniziativa ma finalmente l'Italia volta pagina".

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