Da Lidl a Balenciaga: abbiamo un problema con le scarpe?

Di Carlotta Marelli
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Photo credit: Courtesy Photo
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From ELLE Decor

Il tema più discusso di questa settimana è stato... un paio di scarpe! Tutto è iniziato martedì, con le scarpe Lidl a 12,99 euro esaurite in meno di 24 ore e rivendute su eBay a prezzi esorbitanti. Prima che in Italia, lo stesso meccanismo si era ripetuto in UK, Belgio, Germania, Finlandia e Paesi Bassi, dove le sneakers colorate Lidl sono andate letteralmente a ruba e diventate dei cult. Dietro il successo di queste scarpe oggettivamente brutte ci sono diversi motivi: “il prezzo irrisorio e il fatto non trascurabile – racconta a Open un appassionato di streetwear con milioni di visualizzazioni su YouTube – che hanno un design simile, per non dire identico, alle Huarache della Nike. I colori accesi poi fanno tornare alla mente le scarpe customizzate di Ikea”.

E in pochissime ore sono diventate protagoniste di migliaia di meme, da quello con un Giuseppe Conte elegantissimo ma con ai piedi le scarpe Lidl all’immancabile post di Taffo funeral services.

Photo credit: Courtesy Photo
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Ma perché le sneakers, belle o brutte che siano (anzi, soprattutto quando sono brutte), sono diventate oggetti di culto? Tutto è cominciato quando un gruppo di e-commerce in ascesa ha trasformato la rivendita di scarpe da ginnastica in una sorta di valuta e in un business sempre più grande alimentato da "sneakerheads" e altri appassionati che considerano le scarpe come un investimento economico (a riguardo uno di loro ha tenuto addirittura un TED Talk).

Per avere un’idea di quanto il fenomeno delle sneakers sia diventato istituzionale, uscendo dai canali più o meno clandestini dei resellers, è sufficiente citare l’asta di Sotheby’s che a settembre ha battuto 100 paia di scarpe da ginnastica, di cui alcune per decine di migliaia di dollari. È un buon esempio per capire come i mondi dell'alta moda e dello streetwear si stiano alimentando l’un l’altro come organismi simbiotici grazie soprattutto ad Hypebeast (chi colleziona abiti e accessori di lusso con l’unico scopo di aumentare la propria popolarità) disposti a spendere cifre esorbitanti anche per oggetti brutti o dichiaratamente parodistici.

Photo credit: Jeremy Moeller - Getty Images
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Un caso emblematico sono le Balenciaga Triple S uscite nel 2017 dalle mani di Demna Gvasalia, capaci di trasformare in oro tutto quel che sfiorano e di portare al successo il dadcore, lo stile ispirato al look dei giovani padri al parco con i figli.

Le sneakers Balenciaga sembrano un collage delle scarpe da tempo libero che abbiamo sempre visto ai piedi dei nostri padri, con suole che sono un mix di scarpe da corsa, da basket e da atletica e lacci in corda.

Oggi Balenciaga fa un passo in più, proponendo oggetti da collezionare a tutti gli effetti con la nuova linea Objects. E il primo della serie non poteva che essere la scultura in palladio e ottone di una sneakers, nello specifico una Sneaker Track.2 taglia 41. “Una via di mezzo tra la fusione in bronzo delle scarpe di un bambino e un Readymade dadaista” spiegano. Ma quest’opera da 2,5 kg di peso (tutta Made in Italy) è anche un chiaro riferimento alla status di trofeo raggiunto ormai dai prodotti di design. Ancora una volta, Balenciaga fa la parodia di sé stessa, e ci riesce benissimo.