Dal 1992 a oggi, tutti i look (e i ruoli) di Penélope Cruz alla Mostra del Cinema di Venezia

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Photo credit: Tristan Fewings - Getty Images
Photo credit: Tristan Fewings - Getty Images

Hollywood e il miglior cinema italiano. Alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia ritornano Warner, Netflix, i cast stellari e il Lido si conferma città della moda per eccellenza, dove tutti vogliono esserci, passerella ideale per far tornare a risplendere il glamour offuscato dal Covid. Con la sua storia gloriosa, la rassegna cinematografica nata nel 1932 fu la prima al mondo nel suo genere. Oggi il tappeto rosso del Lido non è solo immagine, ma anche un palcoscenico che riscrive il costume e invia al mondo messaggi sociali. La moda è ben più dei vestiti: è romanticismo, sentimento, cultura e politica. Questo anche grazie al talento e alla forza delle "Divine", che hanno segnato la storia del cinema e contribuito a rendere la kermesse la più glamour e importante al mondo.

Tra di loro c'è sicuramente Penélope Cruz, che 29 anni fa ha debuttato per la prima volta al Festival al fianco di Javier Bardem e del regista Bigas Luna con il film Jamón, Jamón. Quell'anno Luna ha lanciato le sue frecce di Cupido con una profezia che sapeva di frittata di patate, aglio e salsicce. Con Jamón, Jamón, il regista stava facendo, senza saperlo, il suo 2001: Odissea nello spazio iberico. Che la figlia di Penelope Cruz e Javier Bardem si chiami Luna non è un caso, è infatti il cognome del loro Cupido personale che nel 1992 li ha fatti incontrare. Quella prima volta alla mostra lui, Javier, aveva ventitré anni. Lei, Penélope, appena diciotto.

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"Venticinque anni fa eravamo qui insieme con Prosciutto Prosciutto di Bigas Luna, tornarci insieme ora che siamo una coppia è strano, fa venire a galla tanti ricordi teneri". Penélope Cruz e Javier Bardem tornano a conquistare il Festival del Cinema di Venezia nel 2017 con un film (fuori concorso) a cui entrambi tengono moltissimo, accarezzato per oltre un decennio dall’attore che lo ha anche prodotto, Loving Pablo diretto dall’amico Fernando León De Aranoa (il regista de I lunedì al sole). Penélope Cruz e il marito Javier Bardem hanno sfilato insieme sul red carpet della 74esima Mostra, per la première del film che li ha visti tornare a recitare nuovamente insieme, otto anni dopo Vicky Cristina Barcelona.

Per l'occasione l'attrice arriva al Lido come in un favola in un vero e proprio "Lago (o meglio laguna) dei Cigni". Chignon alto, sguardo definito: Penelope Cruz sul red carpet della ottava serata della 74esima edizione del Festival sublima il fascino di un’étoile. Sfila sul red carpet accanto al suo amore, Javier Bardem, e questo non fa latro che incrementare la sua radiosità. A fare il resto è il look: un abito Atelier Versace bianco, lungo e aderente, impreziosito da piume, critalli e ricami. Oltre a un incrocio delle spalline sulla schiena. Una mise che ricorda vagamente le ballerine del Can-Can della Belle Epoque francese.

Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images

È il 2019. Penélope sfila sul red carpet senza il marito Javier Bardem, ma è l’unica donna in un progetto maschile, Wasp Network di Olivier Assayas, in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. E così Penélope Cruz brilla ancora di più. Una scintilla da stella polare spagnola. Brilla Penélope Cruz a Venezia 2019, brilla di cristalli disseminati sui corpetti dei suoi abiti Ralph&Russo che hanno illuminato i red carpet e i photocall del Lido. Finendo dritti in ogni elenco sui look più belli delle celeb in Laguna. A brillare più di tutto è il carisma dell'attrice musa di Pedro Almodóvar.

Perché Penelope Cruz, una filmografia sterminata e sempre di altissimo livello, un marito divino come Javier Bardem e due figli tenuti sempre lontani dai riflettori, ha ben chiaro cosa significhi essere musa (per Pedro, Karl Lagerfeld che la volle quale volto Chanel) e prima per se stessa. La conferma - tanto sulle pellicole quanto negli armadi couture - arriva dal fatto che l’attrice spagnola può permettersi un abito da sposa sul tappeto rosso e sa dargli quel twist di sensualità mai urlata: così ha fatto a Venezia 2019 Penélope Cruz, in abito di tulle bianco e un set di gioielli sostenibili di Atelier Swarovski disegnato da Penélope Cruz in Swarovski Created Diamonds e oro equo e solidale della Cooperativa miniera limata limitada in Perù.

Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images
Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images

Avvolta in un abito ceruleo colmo di pietre scintillanti Penélope Cruz sembra una Madonna disegnata da Sorrentino. L'abito è di Ralph & Russo con pendenti Atelier Swarovski Fine Jewelry al photocall di Wasp Network, dove la premio Oscar (per Vicky Cristina Barcelona) recita con Gael García Bernal e Edgár Ramirez. Un abito manteau corto q.b. a mostrare le strepitose gambe di Penélope Cruz a 45 anni. Quelle stesse gambe mostrate martoriate in Non ti muovere, dove dava corpo dolente alla protagonista Italia recitando credibilmente in una lingua non sua.

Le gambe fenomenali di Penélope Cruz che facevano girare la testa a Javier Bardem in Prosciutto Prosciutto 27 anni fa (e oggi che sono sposati sul serio), le stesse che stregarono a turno Tom Cruise e Matthew McConaughey in quel decennio americano. Le gambe di Penélope Cruz, simbolo della mediterraneità più deliziosamente internazionale, in quell'abito azzurro corto che è il principe delle nostre wishlist e pietre preziose per l’inverno a venire. Le gambe di Penélope Cruz, promemoria di ogni nostra riconquista di centimetri di pelle scoperta a qualunque età. In libertà e classe.

Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images
Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images

Questa sera la coppia torna al Festival del Cinema di Venezia 2021 e no, non stiamo parlando di Penélope e Javier (anche se molto probabilmente li vedremo insieme anche quest'anno). Ma stiamo parlando DELLA coppia del cinema spagnolo. Quella che aprirà la Mostra del Cinema di Venezia 2021 con Madres paralelas, quella formata da Penélope Cruz e Pedro Almodóvar. Il loro settimo film insieme in 30 anni di proficua collaborazione, portando a un nuovo livello il loro sodalizio. L'attrice, appena approdata al Festival di Venezia, ha sfoggiato un tailleur Chanel della collezione Cruise 2020.

Il completo bianco è caratterizzato da un blazer con colletto e polsini a contrasto, in tessuto stampa check, e da profili ricamati. La gonna è ad A con due maxi tasche cucite sulla parte anteriore. Penelope lo abbina a una semplice T-shirt, a una tracolla e a un paio di sandali con tacco. Tutto è firmato Chanel. In queste ultime stagioni abbiamo assistito al ritorno della minigonna, in tutte le sue versioni. Tra tutte si fa strada il modello svasato, che ricorda le silhouette Anni 60. Anche se questo capo, di primo acchito, ci rimanda a uno stile seducente o girlsh, sappiamo che in realtà ha molte potenzialità anche in versione super chic. Parola di Chanel, che in passerella ha portato delle gonne super short abbinate ai suoi iconici blazer di tweed.

Photo credit: Jacopo Raule - Getty Images
Photo credit: Jacopo Raule - Getty Images

Il primo approccio con Almodóvar nel 1992, quando Penélope a soli 18 anni riceve una chiamata da Pedro, già affermato a livello internazionale dopo il successo di Donne sull'orlo di una crisi di nervi uscito quattro anni prima, e con in saccoccia una nomination all'Oscar. Lui sonda il terreno per il film Kika ma lei rifiuta rimandando di quattro anni la loro prima collaborazione. Nel 1997 esce Carne tremula, ufficialmente il primo tassello della loro intesa, e da lì non sono mai più tornati indietro. "Pedro è il motivo per cui ho deciso di provare a diventare un'attrice", aveva detto lei proprio sulla Croisette continuando a tesserne le lodi e a legare a doppio filo le loro carriere, "non avevo intorno a me nessuno che si guadagnasse da vivere con la recitazione o la musica o qualsiasi cosa legata all'arte. Ed è stato grazie a lui che ho deciso di correre il rischio". E ci auguriamo che sarà così ancora per molto tempo, perché a queste sensazioni non ci si abitua mai ed è come se fosse sempre un po' la prima volta.

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