Dal 3 luglio l'Italia dice addio alla plastica monouso ma la legge fa un po' discutere (ti pareva)

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Photo credit: Masha Kotliarenko on Unsplash
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Entra in vigore dal 3 luglio la direttiva europea 904, la Single-use plastic products che è stata approvata due anni fa con l'obbiettivo di limitare la dispersione di plastica nell'ambiente. Basti pensare che 61% di tutti i rifiuti di plastica in Europa è plastica monouso per capire che questa legge avrà un impatto importante sull'ambiente e il futuro della Madre Terra.

I protagonisti principali di questa legge sono 10 prodotti particolarmente inquinanti, che rappresentano il 70% dei rifiuti di plastica presenti in mare, che dovranno sparire dal mercato per primi. Parliamo di: cotton-fioc per le orecchie, vietati in Italia dal 1 gennaio 2019 se non prodotti in materiale biodegradabile; piatti e posate di plastica o di carta ma ricoperti di film; cannucce; mescolatori per cocktail; aste per palloncini; contenitori per cibo e bevande in polistirene espanso; articoli in plastica oxo-degradabile, ovvero quei sacchetti o imballaggi a cui vengono aggiunti additivi per facilitarne la degradazione. Il settore alimentare sarà quindi quello che dovrà ripensare maggiormente la sua struttura, modificando in particolare i packaging, che dovranno essere in carta o plastica 100% biodegradabile.

Photo credit: Mathilde on Unsplash
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Arrivando ai punti dolenti di questa legge (perché le polemichette proprio non possono mancare) abbiamo da un lato la Commissione europea che, forte e chiaro, ha vietato anche l'uso delle bioplastiche, mentre dall'altro l'Italia non era mai stata chiara su questo punto, generando disagi evidenti alle aziende. Come ha spiegato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace, a Repubblica: "Il Governo ha fornito incentivi alle industrie per convertirsi verso questi polimeri. Ci siamo fatti piombare addosso la direttiva e non è stata accompagnata nessuna transizione, scaricando le colpe sull'Europa. È dunque plausibile una certa confusione".

Altre perplessità si sono scatenate nel momento in cui sono venute a galla alcune esenzioni, come la legge di delegazione 53 approvata dal Governo, valida quando non è possibile l’uso di alternative per i prodotti destinati a entrare in contatto con cibi. Si tratta quindi dei famosi piatti, posate, cannucce e contenitori per alimenti, proprio quelli che più preoccupano per la salute dell'ambiente. E mentre aspettiamo che questi oggetti monouso vengano prodotti con fibre naturali come mais, canna da zucchero, bambù, canapa, cellulosa, riso, caucciù e cocco, non sappiamo ancora se poter festeggiare per questo 3 luglio (quasi) plastic free.

Photo credit: Humble on Unsplash
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