Damiano dei Maneskin si scusa per aver usato un’espressione razzista (ma c’è lo zampino di Kanye West)

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Photo credit: Vyacheslav Prokofyev - Getty Images
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I riflettori addosso sono un'arma a doppio taglio e fondamentalmente non perdonano mai. Ogni gesto, espressione, insinuazione finisce al vaglio dell'inquisizione social e da lì non si scappa. Ecco, inesorabile è arrivato anche il primo scivolone dei Maneskin, in questo momento sul tetto del mondo, che però va detto, hanno gestito la situazione al meglio facendo l’unica cosa possibile, ovvero chiedere scusa. La buccia di banana in cui è incappato Damiano è stata la cover di una canzone di Kanye West in cui compare una parola molto simile alla N-word, capiamo meglio.

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Durante il concerto a Berlino del 16 giugno trasmesso su Tik Tok, la band romana ha eseguito la cover di Black skinhead, hit del 2013 del rapper statunitense Kanye West. Tra le barre della canzone anche la parola "co*n" che nello slang black significa "persona di colore che si comporta in modo strano". Una parola che nel momento in cui viene usata e pronunciata fuori dalla comunità afro è chiaramente razzista al pari della N-word. Per questo, i musicisti sono soliti censurarla nelle loro esibizioni, ancor di più se si tratta di artisti bianchi.

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Sui social tutto ciò non è passato inosservato (ed è una good news, perché dimostra l'attenzione sul tema della Gen Z), e Damiano ha voluto/dovuto scusarsi con un post su twitter. "Ho appena visto cos’è successo e voglio scusarmi profondamente per l’offesa che ho cantato nella canzone di Kanye qualche mese fa", ha scritto il leader del gruppo che trionfando all'Eurovision 2020 ha visto la loro vita cambiare per sempre e raggiungere traguardi straordinari. "Ho cambiato il resto del testo perché non volevo risultare offensivo", ha continuato Damiano (in inglese) spiegando che non conosceva il significato della parola e sottolineando che non avrebbe "mai detto qualcosa del genere intenzionalmente". Per concludere le scuse vere e proprie: "So che ciò che ho fatto è sbagliato e voglio scusarmi con tutti voi. Avrei dovuto informarmi meglio su ciò che stavo cantando. Ci scusiamo se abbiamo ferito o mancato di rispetto a qualcuno. Questa sarà una lezione per il futuro e faremo il nostro meglio per istruirci".

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I riflettori addosso sono un'arma a doppio taglio, idem finire costantemente sotto lo scanner social, ma allo stesso tempo sono una manna dal cielo, un'occasione per informarsi, aprire la mente, migliorarsi. E i Maneskin hanno imparato la lezione.

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