Davvero tutti dovremmo avere in casa un saturimetro, per il Covid-19?

Di Simone Cosimi
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Photo credit: JOSH EDELSON - Getty Images
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Il pulsossimetro (o saturimetro, sono sinonimi) è un piccolo apparecchio che in modo indiretto e non invasivo consente di misurare la saturazione di ossigeno nel sangue di un individuo. Nello specifico, questo rilievo consente di stabilire la saturazione in ossigeno dell’emoglobina presente nel sangue arterioso (SpO2). Insomma, serve a misurare l’ossigenazione del sangue e capire se i polmoni riescono ad assumerne in quantità sufficiente dall’aria che respiriamo e soprattutto a passarlo al sangue in modo regolare.

Se di solito viene usato nei pazienti affetti da asma, bronchite cronica, polmoniti e broncopneumopatia cronica ostruttiva, in questi mesi è diventato uno strumento essenziale per monitorare l’ossigenazione di chi manifesti sintomi come febbre, tosse e mancanza di respiro (o delle persone a cui sia già stata diagnosticata la Covid-19) e dunque disporre di più elementi per capire se il quadro clinico sia in fase di peggioramento. Se ne trovano per tutte le tasche online o anche in farmacia, più o meno dai 30 ai 150 euro. Anche alcuni dispositivi indossabili come l’Apple Watch Series 6 riescono a fornire un’indicazione di questo tipo ma è fondamentale ricordare che non si tratta di dispositivi medicali certificati e d'altronde neanche la Mela li commercializza come tali. Uno dei problemi è che effettuano la rilevazione spettrometrica dal polso e non dal dito.

Photo credit: Pixabay
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Il pulsossimetro – che come indica il nome riporta anche la frequenza dei battiti cardiaci e a volte la curva plestimografica e l'indice di perfusione - va utilizzato sulle dita (meglio che siano calde, sfregandole prima della misurazione) o sul lobo dell'orecchio e i valori normali di ossigenazione vanno dal 97% in su anche se non sono preoccupanti valori fino al 94%, specialmente in pazienti con patologie polmonari note (mentre devono destare più attenzione in chi manifesti certi sintomi ma non abbia appunto mai sofferto di asma o simili disturbi).

Se invece l’ossigenazione scende sotto al 90% - situazione di ipossiemia - e a maggior ragione se associata a febbre elevata, l’indicazione è preoccupante e occorre contattare medico di base, numeri delle Asl regionali o i servizi d’emergenza. Il valore da tenere in considerazione è sempre quello più alto e ovviamente è meglio ripetere la misurazione su più dita. Occhio anche agli smalti, da rimuovere, o altri materiali gel utilizzati per la ricostruzione delle unghie.

Photo credit: Pulox
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Detto cos’è, a cosa serve e come funziona un saturimetro – né più né meno che uno spettrofotometro nel campo del rosso e degli infrarossi, cioè alle lunghezze d’onda di 660 e 940 nm – occorre dunque capire se sia il caso di acquistarne uno e misurarsi l’ossigenazione del sangue così come si fa, di solito, con la pressione sanguigna. Di recente Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia, primario al Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico del governo, ha consigliato a tutti di averne uno in casa. Il saturimetro è d’altronde importante per diagnosticare o escludere una polmonite in presenza di altri sintomi - o nel caso del decorso da Covid-19 - proprio perché ci indica in quale quantità l’ossigeno passi al sangue dai polmoni e si leghi all’emoglobina. Fra l’altro, non sempre una bassa percentuale di ossigeno si manifesta col respiro corto, motivo in più d’insidia.

Photo credit: Unsplash
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Anche Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Federazione Italiana dei Medici di Famiglia, ne ha consigliato l’acquisto. Aggiungendo però di seguire le indicazioni del medico di base, magari in collegamento video nei casi più virtuosi, e di non usarlo non si ha alcun sintomo. Insomma, di evitare – come in molti altri casi – l’ossessione da misurazione dell’ossigenazione del sangue e anche in questa fase, in cui la disponibilità sembra comunque ampia contrariamente alla scorsa primavera, di comprarne oltre il necessario visto che possono comunque essere utili a un’ampia fascia di pazienti anziani non troppo abituati a comprare online.