Debra Haaland è la prima nativa americana nominata da Joe Biden (e c'è parecchio da festeggiare)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Chip Somodevilla - Getty Images
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From ELLE

Del resto l'avevamo detto che avremmo sentito parlare parecchio di Debra Haaland, tra le prime native americane mai elette al Congresso. E infatti la notizia è arrivata proprio in questi giorni, complice il ruolo cruciale che i nativi americani hanno avuto nell'elezione di Joe Biden che, una volta sconfitto Donald Trump, non se n'è dimenticato. Deb Haaland sarà segretaria dell'Interno del nuovo governo USA diventando così, non solo la prima nativa americana a ricoprire questo incarico, ma la prima in assoluto a essere a capo di un dipartimento. "Una voce come la mia non è mai arrivata ad essere segretaria di gabinetto", ha scritto Haaland su twitter, "e nemmeno a capo del Dipartimento dell'Interno. Crescere nel villaggio di mia madre mi ha reso agguerrita. Sarò agguerrita per tutti noi, per il nostro pianeta, per le terre protette. Sono onorata e pronta a servire".

La scelta di Biden è stata appoggiata anche dalla Speaker della Camera Nancy Pelosi anche se Haaland, con la nuova nomina, dovrà lasciare il suo seggio al Congresso vinto per lo stato del New Mexico. Essere alla guida del dipartimento dell'Interno, però, permetterà alla congresswoman sia di tutelare il benessere dei circa 1,9 milioni di nativi americani che vivono negli Stati Uniti, sia di avere un ruolo centrale nel gestire il piano per contrastare la crisi climatica. La tutela dell'ambiente è una tema particolarmente caro alle popolazioni indigene e Haaland ha un passato come attivista in questo senso oltre a essersi costantemente spesa per la causa nella sua carriera politica. Dopo essersi unita al Congresso nel 2018, infatti, è stata nominata vicepresidente del comitato della Camera per le risorse naturali, un organo legislativo che elabora le leggi a favore dell'ambiente e ha giurisdizione su questioni critiche come il cambiamento climatico. Nell'agenda politica di Haaland c'è l'impegno a porre fine alla dipendenza degli Stati Uniti dai combustibili fossili, ripristinare gli ecosistemi del Paese e ricostruire le infrastrutture in chiave più sostenibile.

Per i Nativi Americani, in particolare, il dipartimento dell’Interno è cruciale perché sovrintende ai territori federali e ha quindi la possibilità di tutelare le terre pubbliche dalla privatizzazione per proteggere i luoghi sacri indigeni che si trovano soprattutto nell’Ovest degli Stati Uniti. Durante l’amministrazione Trump alcuni di questi territori protetti sono stati privati - nonostante le accese proteste - delle precedenti tutele come nel caso di Bears Ears, un territorio istituito da Barack Obama come monumento nazionale e poi ridotto dell’85% da Trump. Ora con Biden si spera verranno ripristinati e la nomina di Haaland - sostenuta da 120 capitribù e da molti membri del Congresso - fa ben sperare. Del resto i nativi americani sono stati fondamentali per l’elezione di Joe Biden, specie in stati in bilico come l'Arizona e il Wisconsin.

Deb Haaland fa parte della tribù di Laguna Pueblo, suo padre era un ufficiale del Corpo dei Marines caduto in Vietnam e lei è cresciuta con sua madre cambiando diverse scuole e lavorando per pagarsi gli studi. Si è laureata in legge all'Università del New Mexico e si è sempre dedicata alla politica, prima a livello locale e poi venendo eletta al Congresso nel 2018. Come ripete spesso, la sua non è una voce che si sente spesso nelle stanze del potere, è insolita per molti, è una voce di donna che viene da una frangia della popolazione spesso dimenticata. Eppure è una voce che risuona forte e chiara e ora, finalmente, verrà ascoltata.