Dentro le stanze di Defhouse, la casa milanese dove vivono i TikTokkers

Di Isabella Prisco
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Simone Furiosi
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From ELLE Decor

Si scrive collab house, si legge luna-park: errore. Almeno a Milano, perché nella nuova Defhouse, la casa per influencer che ospita otto giovanissimi under 20, si parla anche di politica e si discute di attualità. Pensata per diventare un hub di formazione per TikTokkers (non tanto in erba), è "la prima Concept House in Italia e al mondo dove gli inquilini vengono stimolati in continuazione a coltivare il proprio talento". Dimenticatevi dunque il lussureggiante mood da villa californiana che anima le numerose confraternite americane consacrate al co-living da milioni di like: qui, tra un balletto e l'altro, si studia e si apprende. #FocusOnYourPotential recita il mantra della casa progettata dalla digital company Web Stars Channel. Certo engagement e spettacolo continuano a tenere forte i fili del business, ma i ragazzi scelti sono attori liberi che, in un palcoscenico d'eccezione, danno prova delle loro capacità in un percorso professionale quanto personale. A vegliare su di loro, nel nome della disciplina, c'è Defne, un’entità indefinita che parla agli utenti e agli ospiti snocciolando quotidianamente un palinsesto artistico e culturale da seguire.

Photo credit: Courtesy Photo
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Ma chi sono dunque gli influencer che abitano la Defhouse? Eccoli qui: Florin Vitan, Davide Moccia, Tommaso Donadoni, Marco Bonetti, Alessia Lanza, Jasmin Zangarelli, Simone Berlini e Yusuf Panseri. “Il gruppo dei ragazzi che vive nella casa è frutto di un’attenta e laboriosa ricerca durata diversi mesi. Li abbiamo scelti dopo aver esaminato centinaia di profili social per le loro qualità artistiche e complementari tra di loro", ha raccontato Giuseppe Greco, socio e direttore creativo di Wsc, "C'è chi è portato per il ballo, chi per il canto, altri per la recitazione e così via. La scelta è stata fatta non in base alla loro popolarità o al numero di follower sui social, ma perché abbiamo intravisto in loro un talento da coltivare e la capacità di funzionare come gruppo, per contaminarsi a vicenda e dare un valore più alto al progetto Defhouse”.

Il risultato è una crew di creativi che, illuminati dalle ricercatissime ring lights, crea contenuti social che sappiano dialogare con la Generazione Z, utilizzando, a ritmo di musica, props sponsorizzati in ogni angolo della casa. Casa che, ovviamente, è la versione più "instagrammabile" dell'abitare: colori fluo, scritte al neon e pattern optical scandiscono infatti gli ambienti dell'appartamento metropolitano in un tourbillon psichedelico dalla forte connotazione visiva. "Siamo a Milano, culla dei movimenti che hanno cambiato il modo di intendere il design: parliamo di Alchimia, Memphis che negli anni Ottanta hanno trasformato l’approccio del design”, racconta l’Art Director John Pentassuglia. Gli spazi, così, sono stati disegnati per assecondare il vivere quotidiano degli influencer coinvolti: in continuo cambiamento, le stanze che si snodano all'interno della Defhouse sono state progettate come un grande set, in cui l'entertainment via smartphone abbraccia le basilari caratteristiche del residence.

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La promenade virtuale entro i 500 metri quadrati di superficie impiegati inizia proprio dall'ingresso, dove un pannello in plexiglas introduce al profilo degli otto inquilini in stile Spotify, con tanto di numero di follower al seguito. Proseguendo, si accede poi al coloratissimo living in cui gli arredi dal forte impatto visivo catturano la fuggevole attenzione dei social: l'impronta irriverente e ultra-pop di Seletti è il leitmotiv principale che scandisce l'angolo relax (e, come vedremo, anche la zona notte). Ma andiamo con ordine: prima di scendere al piano inferiore, dove, tra gli altri, ritroviamo le camere da letto, entriamo in cucina. Passando da un piccolo disimpegno dove l'illusione ottica restituita dai rivestimenti sembra farci precipitare, si accede al regno di pentole e fornelli. Qui la citazione guarda al mondo della moda, in particolare al visionario Virgil Abloh che, nella sfilata maschile per l'autunno inverno 2020-2021 di Louis Vuitton, ha "spedito" i suoi modelli nell'etere, tra le nuvole. Ecco quindi che sotto i piedi si apre un cielo azzurro, mentre sopra alle teste è un mare di ortaggi a chiudere il soffitto: un nuovo upside down?

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Passate le nuvole di Magis, le sculture metalliche di Benedetta Mori Ubaldini, si accede alla grande terrazza e poi, giù per le scale, dove le pareti si accendono di grafiche ispirate al Gruppo Memphis e alle successive reinterpretazioni (come quella della designer Sasha Bikoff) che, tra folli geometrie e colori eccentrici, rappresenta “una lezione importante”, come racconta John. Così, tramite un corridoio-galleria, si accede alla dimensione più intima della casa, quella delle camere dei ragazzi. Le stanze sono ritagliate sulla personalità dei residenti e, ognuna, viene definita da un colore portante: blu, grigio, rosa o rosso. Il linguaggio delle emoticon, reinterpretato da simpatiche luci al neon, arricchisce il racconto.

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Ma le sorprese non sono finite: tra le chicche di Defhouse troviamo una nicchia consacrata al relax, con tanto di angolo green e vasca idromassaggio e l'intervento artistico di Luca Barcellona. Con il suo magico disegno calligrafico, il creativo esperto in lettering ha arricchito dettagli e intere pareti della casa, abbinando la più antica pratica della scrittura manuale al mondo comunicativo digitale. Il risultato? Pattern ornamentali dai toni fluo che, agli occhi dei più attenti, si rivelano mantra motivazionali. Del resto, se "una cosa è avere talento, un’altra cosa è scoprire come usarlo”, la curiosità è la molla che fa scattare la meraviglia.

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