I designer emergenti da tenere d'occhio nel 2021

Di Chidozie Obasi
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Photo credit: Courtesy AC9
Photo credit: Courtesy AC9

From Harper's BAZAAR

Una denuncia del momento storico che stiamo vivendo: un’epoca in cui la parola crisi influenza e stravolge la realtà. Da questa parola parte il fashion system che si sta scontrando proprio con le svariate tensioni che nel tempo si sono create al suo interno. Dalla ciclicità centrifuga della fashion week al dialogo tra addetti ai lavori e consumatori ridotto quasi a zero, fino all'assenza della bellezza, quella rivestita di pura essenzialità, degradata a mera precarietà. Ma proprio in questo clima bramoso di creatività, in un momento complesso che oscilla tra passato e presente, ecco che il mercato del design innovativo, della moda emergente passa in primo piano, annientando la futilità dell’eccesso e rimpiazzandola con l’estensione della durata del prodotto.

Una chiave di svolta che, secondo Forbes, valorizza ancor più il mondo della moda emergente, composto da stilisti che hanno affrontato un percorso di formazione per portarli alla fruizione del proprio brand. Nell'articolo pubblicato dal magazine, attraverso dati statistici si esplicita la necessità di guardare agli elementi di accessibilità di un marchio in termini di produzione, prezzo, fino al concept stesso. E per gli stilisti emergenti, questo è un vero punto di forza che, “traccerà una nuova stabilità che si atterrà al rapporto qualità-prezzo-consumatore, elementi caratterizzanti dei mercati francesi, italiani e inglesi,” come evidenzia la ricerca. Ma venendo alle collezioni: dotati di spirito libero, ecco otto brand da conoscere, che introducono un linguaggio eclettico e senza sforzi, com’è naturale che sia, dritto al cuore creativo.

Valenti


Photo credit: Ph Marcello Arena
Photo credit: Ph Marcello Arena

Forme unisex dalla vestibilità over: gli elementi chiave per un concetto di moda forte e coraggioso, quello della giovane stilista Nicole Valenti, fondatrice di Valenti. Il label racconta ed è ispirato alle storie della quotidianità italiana, fatte di crudo realismo e connessioni immediate. La stilista trionfa nella mise genderless, incarnando perfettamente la nostra epoca da cui nascono realtà prive di costrizioni. In questo contesto, unire, mixare e fondere gli annessi della tradizione attraverso una sartorialità disinvolta diventa normale.

Johannes Warnke

Photo credit: Ph Silvana Trevale / Rasharn Agyemang
Photo credit: Ph Silvana Trevale / Rasharn Agyemang

Volumetrie teatrali si affiancano a lavorazioni magistrali cosparse di drappeggi morbidamente raccolti: l’emergente tedesco Johannes Warnke s’ispira al confronto tra brutalismo e mondo onirico, dimostrando grande padronanza delle forme, che sfruttano un prototipo sartoriale meticoloso e quasi impercettibile. Due mondi diversi e uguali si incontrano nella moda di Warnke (che dopo esser stata indossata da Lady Gaga, è già cult): l’esuberante femminilità nei volumi e l'attenzione all’ecosostenibilità, per uno stile metaforico che non ha paura di osare.

ADĀMO

Photo credit: Ph Marco Cella
Photo credit: Ph Marco Cella

Nata nel 2020, la donna di Andrea Adamo, fondatore di ADĀMO, non si nasconde sotto a cappotti maxi, declinati nel classico parterre cromatico, né nella calda e confortevole maglieria tipica di molti nel suo campo. Tra le pieghe e le nuanche cromatiche, si riconoscono combinazioni affascinanti che, come evidenzia il designer, “rendono i vesititi una seconda pelle alla quale avvolgersi”. La donna di ADĀMO rappresenta le eroine moderne dal respiro libero che, con l’intimo esternabile, avanzano verso il futuro.

CHB

Photo credit: Ph. Raffaele Cerulo
Photo credit: Ph. Raffaele Cerulo

Persone, non modelli. Un'idea di lusso semplice per sottolineare la complessità: un ossimoro al limite che rende l’inclusività vera protagonista. Un prototipo di moda che guarda alle infinite sfaccettature dell’essere, al suo incarnarsi che sboccia senza condizione temporale. Christian Boaro, l’astro nascente dietro il brand CHB, racconta una storia di bellezza senza tempo che abbraccia unicità e individualità. Il manifesto espresso da CHB crea un guardaroba che non si limita alla stagionalità: difatti, la prima collezione proposta da Boaro rispecchia l'attuale situazione del fashion system. Una collezione politicizzata che mette l'inclusività come trademark e lo fa con cognizione di causa: attraverso capi non fashion-forward, ma veri e propri status symbol da possedere per molto tempo. Dentro quell'ispirazione c’è un immaginario profondo, uno scenario che travolge e lascia in sospeso, senza cadere nel banale e che, allo stesso tempo, affascina.

AC9

Photo credit: Courtesy
Photo credit: Courtesy

Alfredo Cortese, fondatore del brand AC9, si ispira ad una sartorialità affiancata, come sempre, da un’ironica provocazione, leggera e briosa. E ancora: il concetto di femminilità diventa banner emotivo, acquisendo un significato ben più ampio, non solo quindi puramente estetico. La normalità, sotto ogni sua forma (e volume), acquista valore in un “legame di unione dinamico”. Mentre ciò che prima era visto come irraggiungibile, oggi, lo è sempre meno. Non è forse questo il messaggio che (gran parte) dei brand sta lanciando?

VADERETRO

Photo credit: Ph. Carmine Romano
Photo credit: Ph. Carmine Romano

Elementi poetici e colorati si scontrano con il rigore di un’uniforme, quella italiana, che ripercorre il periodo tra il 1880 e il 1924, quando più di quattro milioni di cittadini sono emigrati negli Stati Uniti, in fuga dalla straziante povertà rurale dell'Italia meridionale. Vaderetro, fondato da Antonio D’Andrea e Hanna Boyer, si ispira ad una concezione di moda che affonda le radici nel passato e nel presente. Ne è testimone la PE21, che esplora la storia dell'immigrazione italiana negli Stati Uniti: minimale e suggestiva, unisce l’idea della praticità americana e dello stile italiano come dissacrazione dei cliché.

HG/LF

Photo credit: Ph Gabriele Rosati
Photo credit: Ph Gabriele Rosati

È la fluidità che, per Lorenzo Del Serra e Letizia Grace, si fa energia creatrice. Nato nel 2019, il tema del genderless ricorre nelle creazioni del brand HG/LF, declinato in forme contrastanti dai richiami sartoriali puliti, e sfocia nelle proposte della PE 2021 in una collezione che mette in scena un minimalismo cupo. HG/LF dimostra ancora di saper padroneggiare la sartoria con un'inconfondibile impronta sportiva.

Martin Myaka


Photo credit: Courtesy Myaka
Photo credit: Courtesy Myaka

Martin Myaka è il giovane fondatore dell’omonimo label, che produce una moda per un viaggiatore che fa del suo fisico uno strumento essenziale di vita. Capi tailored-made incorniciano le spalle e sottolineano la fisicità dell'uomo esploratore: new normal, tagli radicali, colori puri e un'atmosfera modesta con la ormai nota filosofia del presente, che sembra dire, “vestirsi per sentirsi a proprio agio”.