"Diagnosi precoci e un polo per la ricerca e le cure", in Lazio arriva un ddl sull'endometriosi

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Photo credit: Daria Bayandina - Getty Images
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A cosa serve - si chiedono i più scettici - parlare di certi temi sui social, creare gruppi di supporto su Facebook, scrivere articoli di divulgazione? La prima risposta è ovviamente "a informare e far sentire le persone meno sole", la seconda, invece, la troviamo nella nuova proposta di legge sull'endometriosi presentata in Lazio. Sì, avete capito bene: a volte la sensibilizzazione riesce a smuovere le coscienze, il tam tam mediatico buca la bolla social e un tema fino a quel momento ignorato finisce in Parlamento. Il testo in questione, firmato per prima da Michela Califano (Pd), punta a favorire la prevenzione e la diagnosi precoce, il miglioramento delle cure e la ricerca su questa patologia che colpisce 3 milioni di donne in Italia e 700 mila nel Lazio: una notizia che dà speranza.

L'endometriosi, come ci ha spiegato tempo fa il dottor Alessandro Bulfoni, Responsabile di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas "è una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale, normalmente confinato all'interno dell'utero, in regioni anatomiche extrauterine". Questo provoca conseguenze notevoli: "Il tessuto endometriale - che subisce delle modifiche nel corso del ciclo mestruale arrivando a desquamarsi nella fase finale - si trova dove non dovrebbe, dando origine a un'infiammazione cronica sia dell’apparato genitale, sia degli altri organi pelvici eventualmente interessati". Il risultato sono dolori acuti durante le mestruazioni e dolori pelvici cronici che rendono difficile la vita quotidiana. Non solo: le donne che ne soffrono riportano ulteriori problemi come un lungo e faticoso percorso di diagnosi, cattive relazioni medico-paziente e difficoltà a trovare un medico consapevole.

Per questo "La legge", come spiega a Repubblica Sara Battisti, consigliera regionale del Pd, tra le firmatarie della proposta "parla anzitutto della necessità di costruire strumenti per la conoscenza e la prevenzione dell'endometriosi". "Troppo spesso" - conferma infatti - "le diagnosi sono tardive e da un lato gli approfondimenti non mirati hanno costi importanti per il Sistema sanitario, dall'altro negano alle donne la possibilità di arrivare a una cura efficace in breve tempo, una cura che le consenta di tornare a vivere".

Il primo obiettivo quindi è quello di sensibilizzare le Asl e le scuole e formare il personale sanitario per favorire prevenzione e diagnosi. C'è poi l'idea di istituire un polo sanitario dedicato all'endometriosi con macchinari di diagnostica e di medicina all'avanguardia, ma la proposta va anche oltre. "Nonostante gli effetti invalidanti di questa malattia cronica che è considerata anche una malattia sociale con l'esenzione dei costi sanitari, l'endometriosi non è attualmente compresa nelle tabelle ministeriali dell'invalidità civile", continua infatti Battisti, "Ora che c'è uno sguardo più attento su questa patologia, il governo nazionale dovrebbe riconsiderare la scelta". Presto di tutto questo si discuterà in aula e noi teniamo le dita incrociate: la legge si chiama "Endometriosi 4.0" e in effetti sa di futuro.

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