Diletta Leotta al centro del gossip non ci sta più e dice la (sua) verità in un post su Instagram

Di Monica Monnis
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Marco Luzzani - Getty Images
Photo credit: Marco Luzzani - Getty Images

Il prezzo del successo dicono. L'altra faccia della medaglia quando si raggiunge l'Olimpo. Difficile da ingoiare e da gestire, soprattutto quando si superano i limiti e quando i condizionali vengono deliberatamente omessi. "I giornali di oggi serviranno a rivestire l'interno delle pattumiere di domani" dice Hugh Grant a Julia Roberts in Notting Hill e forse non ci crede pure lui. Il gossip può far male, sono in tanti ad averlo appurato sulla propria pelle (hai detto Meghan Markle?): questa volta è Diletta Leotta a lanciare un'invettiva contro la stampa rosa e un meccanismo in cui si è trovata impigliata dall'inizio della relazione con Can Yaman. Uno sfogo sacrosanto, forse retorico in alcuni punti, ma che non può passare inosservato.

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Le parole di Diletta arrivano dopo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ovvero la notizia rilanciata su Dagospia di una sua presunta frequentazione con Ryan Friedkin, figlio di 30 anni del magnate americano e proprietario della Roma Dan Friedkin con cit. "appuntamenti per una settimana di fila in un lussuoso hotel della Capitale", e dopo giorni di rumors sulla fine della storia con Can Yaman (senza contare i "negazionisti" che non hanno mai creduto nel loro amore). "Ho sempre taciuto, finora. E, forse, ho sbagliato. Mi illudevo, infatti, che prima o poi la buona informazione avrebbe avuto la meglio sul giornalismo-spazzatura. Perciò ho subito la quotidiana goccia di gossip-veleno; i fotografi sotto casa e in scooter dietro ogni mio spostamento; i droni fuori le finestre. Ma ora mi sono un po’ stancata": inizia così il lungo post su Instagram della conduttrice di DAZN pubblicato nel tardo pomeriggio di ieri.

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Nello sfogo la 29enne parla di "falsità acchiappa-click" sul suo conto e di un'immagine di "mangiauomini" e "donna incapace di amare" che le viene costantemente affibbiata dai media, e che non è più disposta ad accettare. "Non mi si venga a raccontare, infatti, che è il prezzo da pagare al successo. O che me la sono cercata e me la cerco per via del trucco, delle forme, degli abiti indossati, delle foto postate. Tutte scelte che rientrano nella sfera della libertà individuale, no? E la libertà individuale, nel rispetto e considerazione dell’altro, va rispettata, no? Io non offendo e non giudico nessuno”, continua Diletta preparando il terreno al nocciolo della sua denuncia social.

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"Spiegatemi perché, poi, una donna non può avere amici, ma sempre e solo amanti. Perché se incontro due volte un ragazzo simpatico per un aperitivo si parla subito di nuovo amore? Perché se faccio uno spot con un calciatore si insinua per mesi che siamo una coppia segreta? Perché se frequento un attore, bellissimo, e siamo felici, deve essere per forza una storia inventata? E perché se, nel rispetto del lockdown, rinuncio a un meraviglioso viaggio all’estero si parla di crisi fra noi?", dice la Leotta riferendosi agli ultimi gossip sulla sua vita privata, dall'ultimo di Dagospia alle insinuazioni sulla natura mediatica della relazione con Can, dal rifiuto di lei di andare in Turchia a conoscere la famiglia di lui a una simpatia con Ibrahimovic di cui si chiacchierava tempo fa.

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Per concludere, una considerazione sul diverso trattamento, a suo dire, tra uomo e donna da parte dei media. “Io ho sopportato tutto, fin qui, imparando a riderci sopra, talvolta. Ma rifletto sul fatto che nessuna celebrità, talent, personaggio pubblico, chiamatelo come volete, di sesso maschile è oggetto di morbosa attenzione giornalistica nella sfera privata come lo è una donna del cinema e della TV”, scrive per concludere con un riferimento ai suoi affetti e con una metafora calcistica, "posso dire che mi sono stufata? Anche per rispetto ai lettori ingannati da giornalisti male informati. E per amore delle persone che mi sono accanto e che spesso vengono ferite per via delle falsità sul mio conto. E anche per amore di mia nonna, che a ottant’anni crede, sbagliando, a tutto quello che scrivono i giornali. Stop. Sono andata anche oltre i tempi supplementari. E me ne scuso. Ma, come dicono a Roma, 'Quanno ce vo’ ce vo’'!". Quindi il gossip è davvero maschilista e prende di mira solo le donne dello spettacolo? I rumors sono collegati a immagine, stereotipi e percezione? Riflettiamo.

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