“Dio è padre di tutti” così il Papa scrive nella lettera al prete James Martin difensore dei diritti LGBT+

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Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
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Inutile dire che la pubblicazione della nota della Segreteria di Stato Vaticana al governo italiano contro il disegno di legge Zan ci ha lasciate indifferenti, perché così non è. Certo, sappiamo bene che la Chiesa Cattolica non si può definire progressista, ma tra questo e ostacolare un disegno di legge che punta a limitare odio e violenza ce ne passa. La grande domanda che in molti si stanno facendo in questi giorni è sempre la stessa: "E il Papa?". Il Papa sarà d'accordo? Ci siamo chieste, visto che Francesco nel corso del suo pontificato ha lasciato intendere di essere un po' più aperto dei suoi predecessori nei confronti della comunità LGBT+. Da un lato sembra che la nota sia stata (ovviamente) approvata dal Papa e dall'altro ecco arrivare una lettera scritta proprio dal pontefice che esprime vicinanza al mondo LGBT+. Coincidenze?

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Il sacerdote gesuita statunitense, James Martin consultore del Dicastero per la Comunicazione e autore del libro Un ponte da costruire: Una relazione tra Chiesa e persone Lgbti ha pubblicato sul suo profilo Twitter una lettera inviatagli da Bergoglio dove il Papa lo invita a continuare a stare vicino alle persone omosessuali. "Dio si avvicina con amore a ognuno dei suoi figli, a tutti e a ognuno di loro", si legge in spagnolo, "Il suo cuore è aperto a tutti e a ciascuno. Lui è Padre". La lettera è stata inviata a James Martin in occasione del webinar "Outreach 2021" di sabato scorso, un incontro di persone di ambienti cattolici statunitensi vicine al mondo LGBT. "Lo stile di Dio", continua il Papa, "ha tre tratti: vicinanza, compassione e tenerezza. Questo è il modo in cui si avvicina a ciascuno di noi. Pensando al tuo lavoro pastorale, vedo che cerchi continuamente di imitare questo stile di Dio. Tu sei un sacerdote per tutti e tutte, come Dio è Padre di tutti e tutte. Prego per te affinché tu possa continuare in questo modo, essendo vicino, compassionevole e con molta tenerezza". Francesco infine ringrazia padre Martin per il suo "zelo pastorale" e per la "capacità di essere vicino alle persone con quella vicinanza che aveva Gesù e che riflette la vicinanza di Dio". "Prego per i tuoi fedeli", conclude, "i tuoi 'parrocchiani', tutti coloro che il Signore ha posto accanto a te perché tu ti prenda cura di loro, li protegga e li faccia crescere nell’amore di nostro Signore Gesù Cristo".

Photo credit: Dia Dipasupil - Getty Images
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A leggere la lettera sembra che il Papa voglia mantenere una posizione aperta e "comprensiva" verso la comunità LGBT+ in parziale controtendenza rispetto ai suoi predecessori. Il punto, però, è che queste sue affermazioni vengono poi contraddette dalle posizioni molto nette (e potremmo dire inaccettabili) del Vaticano in fatto di diritti. Il ddl Zan andrebbe a tutelare persone che rischiano di essere aggredite per strada, picchiate e discriminate: il fatto che la Chiesa lo ostacoli facendo pressioni sull'attività parlamentare vale (purtroppo) ben più di mille parole. Fa specie leggere parole di tolleranza e amore da parte di Papa Francesco e sapere che lui stesso ha autorizzato la nota che sostiene che un ddl contro omotransfobia misoginia e abilismo addirittura violi il Concordato. Forse anche il Papa ha le mani legate, ma se non spinge lui a un cambiamento nella Chiesa, difficilmente lo farà qualcun altro.

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