Dispepsia, cos'è e come combatterla

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dispepsia
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Non è raro avvertire i sintomi riconducibili alla cattiva digestione, una condizione spesso complessa, dovuta a un insieme di fattori interconnessi tra loro.

Questo disturbo viene indicato anche come dispepsia, un termine impiegato in ambito medico quando si parla di problemi legati a inefficienze dei processi digestivi. Questa condizione, la quale può manifestarsi in modo saltuario oppure con maggiore frequenza e diventare anche cronica, è accompagnata da una serie di sintomi più o meno intensi.

Ad ogni modo, in presenza di una condizione di cattiva digestione è essenziale determinare innanzitutto le cause del disturbo, affinché sia possibile intervenire in maniera accurata e rimuovere i fattori scatenanti.

Ovviamente, soprattutto nei casi più gravi, è fondamentale il supporto del proprio medico di famiglia o di uno specialista, per individuare i rimedi per la dispepsia più efficaci, in grado di regolarizzare la digestione.

Le principali cause della dispepsia

La dispepsia si può presentare sia come un diretta conseguenza di un’unica causa sia, nella maggior parte dei casi, come manifestazione determinata dalla compresenza di diversi fattori. Ad esempio, la cattiva digestione può emergere in seguito a situazioni di forte stress, specialmente se durature, oppure per un’alimentazione non corretta, uno stile di vita non ottimale, condizioni di ansia e disturbi di natura gastrica.

Quando i fattori scatenanti sono molteplici, si tende a inquadrare questo malessere come dispepsia organica, che richiede una serie di visite mediche per la corretta determinazione dell’origine delle cattiva digestione. Altrimenti, se le cause non sono chiare ed evidenti si parla di dispepsia funzionale, un disturbo per il quale si procede in modo selettivo, eliminando i possibili motivi dell’alterazione digestiva fino a trovare quelli giusti.

I sintomi più comuni della dispepsia funzionale

Le persone che soffrono di dispepsia funzionale possono presentare diversi sintomi, tra cui uno dei più comuni è la pesantezza di stomaco, sensazione che si manifesta il più delle volte dopo un pasto iperproteico o eccessivamente abbondante, ad esempio per il consumo di alimenti ricchi di grassi o particolarmente conditi. Per questo motivo la pesantezza di stomaco può essere prevenuta adottando una dieta sana, accompagnata dall’assunzione di tisane digestive.

In ogni caso, è bene ricordare che questo malessere non è legato soltanto alla cattiva digestione. Tra le cause della pesantezza di stomaco, infatti, possono anche annoverarsi intolleranze o allergie alimentari, così come alcune patologie di tipo infiammatorio al colon e la sindrome del colon irritabile. Infine, nei casi più gravi questa manifestazione può anche essere il campanello d’allarme di disturbi come l’ernia iatale, la gastrite o l’ulcera gastrica. In caso di insorgenza sempre più frequente di pesantezza di stomaco, dunque, sarà fondamentale consultare il proprio medico di famiglia per accertarsi della causa all’origine del disturbo.

Oltre alla pesantezza di stomaco, altri sintomi della dispepsia funzionale possono essere la sudorazione eccessiva, il respiro affannoso e un aumento del battito cardiaco. Si può anche arrivare alla comparsa di nausea, vomito, perdita di appetito, dolori durante la deglutizione e sangue nelle feci, il tutto andando a comparire di norma nell’arco di un paio d’ore dopo i pasti.

Ad ogni modo, è fondamentale procedere per gradi, esaminando in modo approfondito i fattori ambientali, fisiologici, alimentari e psicologici che possono provocare la cattiva digestione.

Rimedi e approcci terapici per la dispepsia funzionale

Per favorire i processi digestivi si possono utilizzare appositi rimedi naturali come bevande e tisane disintossicanti e calmanti, ad esempio a base estratti vegetali e preparati di malva, calendula, zenzero, salvia e camomilla. Inoltre, è possibile contrastare con efficacia i sintomi della cattiva digestione con degli integratori alimentari a base citrati ed enzimi utili contro il gonfiore, l’acidità e la pesantezza di stomaco tipici di tale disturbo.

Come accennato, l’approccio per la dispepsia funzionale consiste nella rimozione delle cause all’origine del disturbo, un processo spesso piuttosto lungo che richiede pazienza e un adeguato coinvolgimento. Ovviamente, prima di tutto è essenziale eliminare con l’ausilio di un medico la presenza di possibili patologie per poi procedere in ambito alimentare, cominciando con degli esami per individuare eventuali intolleranze oppure, laddove non disponibili, togliendo vari gruppi di alimenti uno per volta.

Dopodiché, è possibile concentrarsi sui fattori psicologici, attenuando eventuali condizioni di stress che possono causare la dispepsia funzionale, oppure stati emotivi alterati o altre problematiche di natura psicofisica.

Allo stesso tempo, è opportuno seguire buone pratiche alimentari e un corretto stile di vita, ad esempio regolarizzando gli orari dei pasti, controllando la temperatura degli alimenti per evitare shock termici, eliminando il fumo, il consumo eccessivo di alcolici e diminuendo il caffè.