Dobbiamo festeggiare il nuovo primato del New Mexico (dove la delegazione sarà tutta al femminile)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Stefani Reynolds - Getty Images
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From ELLE

Forse c'è davvero ancora troppa tensione per l'esito delle presidenziali USA (ma quanto manca??) per riuscire a ragionare a mente lucida e riuscire a realizzare quello che di buono finora queste elezioni ci hanno portato. Di certo è comprensibile, eppure non possiamo proprio ignorare i passi in avanti specie quando sono all'insegna della diversity e dell'inclusività. E quindi - mentre consultiamo ossessivamente cartine rosso-blu e aspettiamo il conteggio delle ultime (si spera) schede - prendiamoci un attimo almeno per sorridere guardando le foto della nostra AOC che festeggia la rielezione o per commuoverci davanti alla storia al sapore di empowerment e self love di Sarah McBride, la prima donna transgender eletta al Senato. O per conoscere le tre congresswomen - Debra Haaland, Teresa Leger Fernandez, Yvette Herrell - che costituiranno la delegazione al Congresso del New Mexico, che da ieri sarà interamente composta da donne e da donne non bianche. Un notevole primato al femminile.

Photo credit: ALEX EDELMAN - Getty Images
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Durante le elezioni del 3 novembre, il New Mexico ha scelto le sue deputate per la Camera dei Rappresentati: la democratica nativa americana Deb Haaland, la repubblicana Yvette Herrell (anche lei di origini Cherokee) e la democratica Teresa Leger Fernandez di famiglia ispanica. Tutte e tre hanno vinto le loro gare distrettuali e da gennaio inizieranno il loro mandato. Tra loro, solamente Haaland era già parte del Congresso dal 2018 quando è diventata una delle prime donne native americane elette, unendosi a Sharice Davids del Kansas. Haaland fa parte della tribù di Pueblo di Laguna e prima di entrare in carica, è stata presidente del Partito Democratico del New Mexico. "Abbiamo un presidente estremamente divisivo che disprezza così tante persone", aveva dichiarato al New York Times dopo la sua vittoria nel 2018 . "Sentivo che era giunto il momento di sostenere una campagna positiva".

Se Haaland quindi era già conosciuta (e amata), lo stesso non si può dire delle altre due new entry che hanno sostituito i congressmen finora in carica e sono alla prima esperienza al Congresso. Anche Leger Fernandez detiene un piccolo (e neanche tanto) primato: è diventata la prima donna a vincere il seggio del terzo distretto del New Mexico andando a sostituirsi al repubblicano Alexis Johnson. Secondo il sito web della sua campagna, è un'avvocata specializzata in diritti civili tribali e ispanici. Durante l'amministrazione Clinton, era una borsista alla Casa Bianca, e in seguito è stata nominata al Consiglio consultivo per la conservazione storica dal presidente Barack Obama. Che dire, non possiamo che aspettarci grandi cose.

Veniamo ora alla candidata repubblicana: si tratta di Yvette Herrell, anche lei nativa americana di origini anche se ha sempre scelto di non sbandierare la sua identità Cherokee: "Voglio che le persone mi votino per la mia esperienza, per ciò che porto, non perché ho una parte del sangue dei nativi americani in me", ha spiegato infatti al The Albuquerque Journal nel 2018. E di esperienza Herrell ne ha senza dubbio dato che dal 2011 al 2019 è stata tra i membri della Camera dei rappresentanti del New Mexico. La sua quest'anno è stata una specie di rivincita riuscendo a riportare il seggio in mano ai repubblicani dopo che il democratico Xochitl Torres Small glielo aveva sottratto nel 2018.

Il fatto che il New Mexico abbia un'intera delegazione composta da donne e da donne appartenenti a minoranze etniche è sicuramente un segno di una maggiore apertura a nuove voci e punti di vista che, come ben sappiamo, sono fondamentali per una società più equa e progressista. Per questo, quindi, si tratta di un successo, anche se non dobbiamo dimenticare che non possiamo certo dare per scontato che una donna in una posizione di potere faccia automaticamente il bene di tutte le donne (eh, no), così come non è detto che chi appartiene a una minoranza etnica si preoccupi effettivamente dei diritti di chi ne fa parte. Yvette Herrell, per dire, ha espresso chiaramente il suo sostegno a Amy Coney Barrett, la giudice della Corte Suprema che ha sostituito Ruth Bader Ginsburg e che ha posizioni conservatrici, antiabortiste e di fatto pericolose per molte donne. Che dire quindi? Il punto probabilmente è dare la possibilità alle donne di esprimersi, parlare, discutere delle loro posizioni e dei loro problemi, confrontarsi (anche scontrarsi) e, a quel punto, capire davvero cosa ci serve per costruire una società che sia più equa (per tutte, però, non solo per alcune, se no che gioco è?). In questo senso - si spera - stiamo pian piano andando nella direzione giusta.