Dopo 13 anni Britney Spears è libera, da oggi (per davvero) il padre Jamie non è più il suo tutore legale

·2 minuto per la lettura
Photo credit: Chelsea Guglielmino - Getty Images
Photo credit: Chelsea Guglielmino - Getty Images

Tanta gioia ma anche un po’ di rammarico per non averlo fatto prima. Per non aver parlato, denunciato, raccontato tempo fa della prigione dorata che da 13 anni era diventata la sua casa, la sua normalità. Oggi Britney Spears è libera e lo deve solo al suo coraggio. Da quando lo scorso giugno ha rotto il silenzio in tribunale confermando in uno speech di 23 minuti le teorie che da anni si rincorrevano sulla tossicità della tutela legale del padre Jamie, raccontata in diversi documentari e urlata a gran voce dai suoi fan, le carte in tavola, fortunatamente, sono cambiate. Di poche ore fa la conclusione della lunga battaglia #freebritney: la giudice del tribunale di Los Angeles Brenda Penny ha sospeso la conservatorship al padre Jamie definendo “la situazione attuale non è sostenibile".

I tg ne parlano, i social sono impazziti, le piazze si sono riempite di fan commossi: #freebritney è una realtà e questa è una vittoria di tutti. "Britney e Sam sono attualmente fuori città in vacanza", ha detto un insider a People interrogato sulla reazione della cantante e del fidanzato e futuro marito Sam Ashgari, “voleva liberarsi dallo stress prima della giornata cruciale di oggi". E noi ce li immaginiamo con un sorriso a trentadue denti e i calici al vento "felicissimi del risultato dell'udienza". Il suo nuovo avvocato Mathew Rosengart, il primo che la 39enne ha potuto scegliere in autonomia, ha mantenuto le promesse: ha accusato Jamie di abuso di tutela chiedendo la sua immediata sospensione. L’avvocato di papà Spears, Vivian Thoreen, invece, ha a lungo sostenuto che qualsiasi decisione presa dal suo assistito negli ultimi 13 anni "fosse nel miglior interesse di sua figlia".

Rosengart, professionista molto stimato a Hollywood (ha già lavorato con altre star come Sean Penn e Steven Spielberg) non ha indorato la pillola: ha definito Mr Spears "un uomo crudele, tossico e violento" che dovrà "rispondere di tutti gli abusi che ha fatto subire alla figlia non solo negli ultimi 13 anni, ma fin da quando era bambina". E poi, "Britney lo vuole fuori dalla sua vita oggi stesso e merita di svegliarsi domani sapendo che suo padre non è più il suo tutore". Così è stato.

Per il momento la cantante continuerà a essere sottoposta alla conservatorship: al posto del padre è stato nominato tutore in via temporanea un commercialista nominato da Rosengart, John Zabel che fino al 31 dicembre si occuperà del suo patrimonio di 60 milioni di dollari. Jodi Montgomery, invece, rimarrà nel suo ruolo di "tutore della persona fisica". Il prossimo appuntamento è il 12 novembre con un'altra udienza in cui verrà stabilito se la cantante sia in grado di badare a se stessa o ci sia la necessità di nominare un altro tutore. Britney è free, e pronta a riprendersi tutto ciò che le spetta e potrà tornare a cantare e no, non è un sogno (It's Britney, bit**).


Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli