L'Argentina ha reso l'aborto legale dopo 15 anni di lotte (e le donne del mondo devono festeggiare)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Marcelo Endelli - Getty Images
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From Cosmopolitan

Sono le sei del mattino di venerdì 11 dicembre e, dopo 19 ore di riunione, la Camera dei deputati dell’Argentina è finalmente pronta a deliberare. Fuori, nelle piazze, davanti al palazzo del Congresso la folla rimane in attesa tutta la notte. Sono stati montati dei maxischermi per seguire in diretta la discussione e delle transenne per separare i sostenitori della legge da chi spera che non verrà approvata: da una parte una distesa di bandane verdi, dall'altro le bandiere degli antiabortisti con un feto al posto del sole argentino, rosari, bambolotti crocifissi e sciarpe azzurre. Che sia un momento storico lo si sente nell'aria e quando arriva la notizia, la tensione esplode tra abbracci e lacrime di gioia. 131 deputati a favore, 117 contrari e 6 astenuti: la legge per la legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza in Argentina è stata approvata alla Camera dopo 15 anni di lotte.

Photo credit: Ricardo Ceppi - Getty Images
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Al momento nel Paese interrompere volontariamente la gravidanza è illegale salvo che in caso di stupro o pericolo per la salute della donna. Nel 2016 ha fatto notizia la vicenda di una ragazza di 27 anni che aveva avuto un aborto spontaneo ed era stata condannata a otto anni di carcere per omicidio dopo che il personale medico l’aveva accusata di esserselo indotto volontariamente. D'altra parte, gli aborti clandestini sono molto diffusi tanto che si stima che siano più di 450 mila le donne che hanno abortito nel 2020 e che ogni anno nel Paese avvengano tra i 370 e i 520 mila aborti illegali e siano circa 50 le donne che ogni anno muoiono a causa delle procedure clandestine. Nel 2005 è nata la Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito per chiedere la depenalizzazione e la legalizzazione dell’aborto: il movimento femminista - il cui simbolo sono dei fazzoletti verdi (pañuelos) - negli anni ha proposto ben otto disegni di legge tutti respinti. L'ultimo è stato bocciato dal Senato nel 2018 e il pericolo è che la storia si ripeta.

Photo credit: Ricardo Ceppi - Getty Images
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Il disegno di legge appena approvato dalla Camera, infatti, negli ultimi giorni del 2020 è passato al vaglio del Senato e la speranza era che stavolta - vista l’introduzione di alcune modifiche al testo originario e il sostegno esplicito del partito al governo - il disegno di legge venisse approvato definitivamente. "Ci sono due tipi di leggi", ha commentato Mónica Macha, presidente della commissione per le donne, "quelle che vogliono proporre nuove pratiche e altre che regolano pratiche già esistenti. Con l’interruzione volontaria di gravidanza si parla della necessità di una regolamentazione per una pratica millenaria che in uno stato moderno è criminalizzata".

Il nuovo progetto legislativo è stato presentato a metà novembre dal governo del presidente Alberto Fernández e ha ottenuto l'appoggio dei movimenti femministi tra cui Ni Una Menos. Prevede la depenalizzazione dell'interruzione volontaria di gravidanza che verrebbe quindi inserita nel programma medico obbligatorio e considerata prestazione medica essenziale e gratuita. Introduce, però, anche la penalizzazione dell'aborto oltre le 14 settimane (se non rientra nelle deroghe previste) e la possibilità dell'obiezione di coscienza, elementi malvisti dalle femministe che temono che la legge si riveli scarsamente applicabile a livello pratico.

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Dicembre è stato un mese che si è portato gli strascischi di questa decisione però, la gioia è stata tanta e testimoniata dalle manifestazioni per le strade di Buenos Aires dove migliaia di persone si sono riversate per festeggiare tra striscioni e slogan urlati a squarciagola. "Chi si oppone al diritto all’aborto non difende la vita, difende l’aborto clandestino", si legge sui manifesti, "Aborto legale, sicuro e gratuito", "In questa lotta, ci siamo tutte", "Se sei ricca abortisci, se sei povera muori" e ancora "Salviamo le ragazze" e "Non una morte in più per aborto clandestino". Fino ad arrivare a oggi.

Il Senato argentino ha approvato la legge sull'interruzione della gravidanza con 38 voti a favore e 29 contro. Decisione storica, che colloca il paese tra i pochi in Sudamerica dove l'aborto è legale. La votazione sul provvedimento è avvenuta dopo un dibattito durato oltre 12 ore durante il quale alcuni senatori incerti hanno deciso di appoggiare la proposta del governo. Il sì del Senato segna una svolta storica non solo per l'Argentina, ma anche per tutta l'America latina, subcontinente in cui solo Uruguay, Cuba, Guyana e la capitale messicana, Città del Messico, godono di una legislazione che regola la materia. E almeno una cosa davvero buona il 2020 l'ha portata.

Photo credit: Marcelo Endelli - Getty Images
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