Dopo 16 anni gli scienziati hanno risolto il mistero della meravigliosa nebulosa blu

Di Simone Cosimi
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Photo credit: NASA/JPL-Caltech/M. Seibert (Carnegie Institution for Science)/K. Hoadley (Caltech)/GALEX Team
Photo credit: NASA/JPL-Caltech/M. Seibert (Carnegie Institution for Science)/K. Hoadley (Caltech)/GALEX Team

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Gli astronomi sembrano aver risolto il mistero di un’affascinante nebulosa blu ad anello che ospita una stella al suo centro, nota come TYC 2597-735-1 e collocata a 6.300 anni luce dalla Terra, nella costellazione di Ercole, nota per l'ammasso M13. Un inusuale anello ultravioletto, notato per la prima volta nel 2004 grazie all’ormai pensionato telescopio spaziale Galaxy Evolution Explorer, circonda infatti la vecchia stella. Ma finora gli esperti non erano riusciti a comprendere con precisione di quella particolare cornice (che ovviamente nelle immagini telescopiche che vediamo è stata modificata e colorata di blu, visto che si tratta in effetti di ultravioletto invisibile ai nostri occhi).

Photo credit: NASA/JPL-Caltech/M. Seibert (Carnegie Institution for Science)/K. Hoadley (Caltech)/GALEX Team
Photo credit: NASA/JPL-Caltech/M. Seibert (Carnegie Institution for Science)/K. Hoadley (Caltech)/GALEX Team

“Ogni volta che pensavamo di aver risolto il mistero, qualcosa ci diceva che no, non era la soluzione giusta – spiega Mark Seibert, astrofisico della Carnegie Institution for Science e coautore della nuova ricerca pubblicata su Nature che mette un punto alla questione – è un fatto spaventoso per uno scienziato. Ma adoro anche il fatto che questo oggetto sia talmente unico e lo sforzo che hanno fatto molte persone per decodificarlo”. La nebulosa si sarebbe formata dunque dopo una collisione stellare, che avrebbe prodotto una nuvola di detriti di elevatissime temperature nello Spazio circostante. Queste emissioni appaiono oggi proprio come un anello intorno alla stella centrale anche a causa del fatto che il deflusso del materiale ha assunto una forma conica e la base di uno dei coni è orientata quasi direttamente verso la Terra.

Gli astronomi sono arrivati a questa conclusione grazie alle osservazioni effettuate al W.M. Keck Observatory alle Hawaii secondo le quali l’”anello blu” altro non sarebbe che la base di questa nube conica composta di idrogeno incandescente che si estende dalla stella verso il nostro pianeta. Se ne nota infatti anche un’altra, di nube conica, che dalla stella si estende in direzione opposta. Proprio come le conseguenze di un clamoroso tamponamento stellare: le basi dei due coni, viste dalla Terra, creano appunto questo anello intorno alla stella, ha spiegato Christopeh Martin, fisico del California Institute of Technology e già al lavoro su Galex.

Photo credit: NASA/JPL-Caltech/M. Seibert (Carnegie Institution for Science)/K. Hoadley (Caltech)/GALEX Team
Photo credit: NASA/JPL-Caltech/M. Seibert (Carnegie Institution for Science)/K. Hoadley (Caltech)/GALEX Team

Lo scontro sarebbe avvenuto alcune migliaia di anni fa fra una stella di tipo solare e una più piccola stella compagna che avrebbe espulso il materiale. Ragione per cui le recenti osservazioni catturano di fatto una delle fasi più misteriose e meno note di una collisione stellare. “La fusione di due stelle è abbastanza comune anche se viene oscurata rapidamente dalla polvere che si sprigiona e raffredda nello Spazio e che ci impedisce di vedere cosa sia realmente accaduto” ha spiegato Keri Hoadley, principale autrice e fisica al Caltech. Più o meno come immortalare i primi passi di un bambino, hanno aggiunto altri esperti che hanno lavorato alle osservazioni, arricchite anche da quelle del telescopio spaziale Spitzer della Nasa e del Wide-field Survey Explorer e che hanno consentito di comprendere come questo disco di polvere assorba la luce della stella e la irradi di nuovo come infrarosso.

“Pensiamo che questo oggetto rappresenti un tardo passaggio di questi eventi di transizione, quando la polvere finalmente si disperde e possiamo dunque godere di una buona visuale” ha aggiunto Hoadley. “Ma abbiamo anche colto il processo prima che fosse troppo tardi; nel tempo la nebulosa si dissolverà in mezzo interstellare e non avremmo più potuto dire nulla su quel che è successo”. Il mezzo interstellare, InterStellar Medium, è il materiale rarefatto costituito da gas e polvere che si trova tra le stelle di una galassia.