Dopo Bottega Veneta, anche Gucci torna nel calendario della MFW (e conferma la direzione di Michele)

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Photo credit: Frazer Harrison - Getty Images
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“Il viaggio perfetto è circolare: la gioia della partenza, la gioia del ritorno”. A scrivere così fu l’aforista Dino Basili, e la citazione sembra l’epilogo perfetto della nuova decisione in casa Gucci: tornare “a casa”. La maison fiorentina, che ha celebrato con la collezione Aria il suo 100esimo anniversario proprio quest’anno (con una potente operazione di hackeraggio creativo negli archivi Balenciaga), tornerà a sfilare nel calendario ufficiale della settimana della moda di Milano a partire dal prossimo febbraio 2022.

Sulla scia di un'analoga decisione presa per Bottega Veneta (con l'arrivo del nuovo direttore creativo Matthieu Blazy), anche Gucci comunica il ritorno nel calendario sfilate di Milano Moda Donna. E a farsi portavoce in anteprima è stato ufficialmente il Presidente e CEO Marco Bizzarri, intervenuto al 26° Pambianco Fashion Summit, tenutosi alla Borsa di Milano questo 16 novembre 2021. La decisione di abbandonare (momentaneamente) il tradizionale schema delle fashion week era stata maturata in pieno scoppio del Covid-19 e spiegata personalmente da Alessandro Michele lo scorso 25 maggio 2020. In videoconferenza digitale dal suo studio di Roma, il direttore creativo creativo di Gucci aveva palesato la necessità di rallentare per prendere ossigeno. La sua non era stata una “diserzione” – come l’aveva lui stesso definita - bensì un invito a riflettere su quanto corresse (e probabilmente riprenderà a correre, ndr) il sistema moda.

Photo credit: MIGUEL MEDINA - Getty Images
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La pandemia, quindi, era stata la causa scatenante dell’uscita di scena di Gucci dal calendario della Camera Nazionale della Moda Italiana. “Di recente, abbiamo dovuto affrontare tutti insieme un pericolo comune e totalmente inaspettato – aveva dichiarato Alessandro Michele, nella dichiarazione riportata da fashionnetwork.com. - Un periodo pieno di mistero. Ero confinato a Roma, nel mio appartamento. Ho avuto il tempo di concentrarmi sulle mie emozioni, sul mio lavoro, sulla mia creatività, il futuro di tutti e quello dei miei collaboratori in particolare. Ho potuto trascorrere del tempo sulla mia terrazza, circondato da piante e fiori... questo mi ha fatto capire qualcosa: oggi, voglio decostruire il formato della sfilata e le sue componenti emblematiche”.

Photo credit: MICHAEL TRAN - Getty Images
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In quel maggio 2020, che ricordiamo per una prima (flebile) riapertura dopo il primo (drastico) lockdown a causa coronavirus, Alessandro Michele era stato perentorio: “Da qui a settembre non ci sarebbe tempo per sviluppare la collezione”. Contro ogni aspettativa del sistema moda – che corre, corre, corre, anche a scapito della creatività (e salute mentale) dei suoi creative director, la maison Gucci aveva ben accolto la proposta di Alessandro Michele. E a confermarlo oggi è stato proprio il CEO Marco Bizzarri: “Se torno indietro nel tempo – ha affermato durante il Pambianco Fashion Summit (il video dell’intera intervista è su www.summit.pambianconews.com), - è vero che Alessandro nel 2015 ha realizzato la prima collezione in cinque giorni, ma è anche vero che erano dodici anni che era da Gucci, che pensava quella collezione, per cui era già pronto e preparato”.

Photo credit: Frazer Harrison - Getty Images
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L’annuncio della prossima sfilata Gucci alla MFW dimostra anche la straordinaria capacità di adattamento della maison alle epoche che vive. Non a caso, le decisioni strategiche della griffe saranno sempre il risultato del momento storico: “Dipenderà sempre dai momenti – spiega Marco Bizzarri, - ogni marchio avrà sempre l’autonomia di poter scegliere ciò che vuole. Noi abbiamo fatto questa scelta perché credevamo che quel momento, per condizioni esterne e condizioni interne, fosse quello di prenderci il nostro tempo per lasciare ad Alessandro la creatività e l’immaginazione di poter ridisegnare Gucci per i prossimi cinque anni. Non credo che nella storia della moda ci sia stato mai un tentativo così forte, in un momento di così grande successo, in cui un direttore creativo ha avuto la forza di poter re-immaginare sé stesso senza cambiare il direttore creativo stesso. Questo, per me, dà l’idea di autonomia e flessibilità che possiamo avere in Gucci e di come siano protetti il talento e la creatività”.

Photo credit: Taylor Hill - Getty Images
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Infine, con questa notizia che è anche un (bellissimo) segnale della moda che riparte più forte di prima, l'Amministratore Delegato di Gucci annuncia anche lo schema delle prossime presentazioni: “Con la collezione Aria ad aprile e la Love Parade presentata a Los Angeles, in cui si è dato pieno risalto a questo tipo di nuova visione di Alessandro dal punto di vista estetico, oggi non c’è più ragione per noi di stare fuori dalle fashion week. Quindi rientreremo nella fashion week milanese con le cadenze normali di febbraio e settembre, poi la Cruise a maggio-giugno. Così come era prima. Ci siamo rimessi nella posizione di poter riprendere una sorta di metodo che era quello precedente alla pandemia, perché le condizioni esterne e quelle interne oggi lo permettono”. Ben tornata a casa, Gucci.

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