Dopo Il primo re, il regista torna a raccontare le origini di Roma

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romulus matteo rovere
romulus matteo rovere

Storia e mito di Roma si incrociano nella grande serie tv di Sky diretta da Matteo Rovere, che torna a parlare della Capitale dopo il successo de Il primo re con Alessandro Borghi.

Romulus di Matteo Rovere da stasera su Sky Atlantic

Romulus di Matteo Rovere sta per arrivare finalmente in tv e lo farà da stasera, venerdì 6 novembre 2020, su Sky Atlantic, il canale dedicato alle grandi produzioni del colosso dell’intrattenimento. Ma di cosa parla Romulus? Ebbene, storia e mito stanno per incrociarsi grazie al grande racconto del regista Rovere che proverà a raccontare le origini del mito di Roma, a partire da quella straordinaria leggenda che riguarda Romolo e Remo come fondatori della Capitale italica. Ma è davvero come ci è stato raccontato per anni? Romulus cercherà di aggirarsi negli aspetti poco esplorati della vita dei padri fondatori di Roma, andando oltre la leggenda della lupa che ha allattato i due piccoli uomini. Matteo Rovere, intervistato da Fanpage, ha fornito ulteriori dettagli di quella che è una delle serie più attese dell’anno. Ecco le sue parole:

“Con la serie raccontiamo un mondo, quello dell’VIII secolo a.C., che secondo noi somiglia a quello generato dal mito della fondazione di Roma, con i suoi movimenti umani e politici. Per noi è stato un’arena di intrattenimento e divertimento nel quale abbiamo provato a fare lavori linguistici, storici e archeologici per ogni scena.”

Insomma, un vero e proprio lavoro storico che ha portato alla realizzazione del peplum tanto atteso. Non dimentichiamoci, però, come fa notare anche lo stesso Rovere, che quello che vedremo da stasera su Sky Atlantic è frutto di ricerche, sì, ma anche di tanta leggenda, quindi ognuno dei telespettatori sarà “liberissimo di vivere il testo come vuole”. Nella serie, seppur ambientata nell’ottavo secolo avanti Cristo, vedremo comunque scene di sesso, abbracci e comportamenti simili ai nostri. Il tutto è stato immaginato dagli autori in una chiave molto “moderna”. Grandi protagonisti di Romulus sono Yemos (interpretato da Andrea Arcangeli), Ilia (Marianna Pastore) e Wiros (Francesco Di Napoli).

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Romulus e Il primo re

La serie arriva a distanza di oltre un anno dal film, sempre diretto da Matteo Rovere, Il primo re, che aveva come protagonista Alessandro Borghi e parlava della stessa cosa. C’è stata, quindi, la volontà in Rovere e nei vari sceneggiatori, di voler estendere quell’universo narrativo ed è stato deciso di farlo con una nuova serie, in modo da approfondire storie e vicende che in un film non poteva essere possibile. Del film originale non farà parte Alessandro Borghi, ma nuovi attori pronti a “vestire i panni” di uomini e donne dell’ottavo secolo.

Il paragone con Game of Thrones

La serie, come il film, è stata girata in protolatino, ma gli spettatori avranno la possibilità di scegliere se guardarla “in lingua originale” oppure doppiata in italiano. Una serie storica, dunque, ma anche leggendaria, quindi il riferimento – e il confronto – non può che andare a Game of Thrones. E quando glielo fanno notare, Matteo Rovere risponde così:

“Io sono un grande fan di Game of Thrones ed è un paragone che non mi offende minimamente. Detto questo sono molto diversi, anche se finalmente riusciamo a fare in Italia una serie ambientata in un mondo arcaico, in costume, complessa.”

Insomma, sale l’attesa per Romulus, che – come anticipa Rovere – è una serie pensata per più stagioni. Quindi sarà il pubblico a decidere se promuoverla o bocciarla, attraverso gli ascolti e il sentiment popolare. Altro fattore importante, per una serie come questa, è la “vendibilità” all’estero. Romulus sarà un successo?

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