Dopo il sesto contagio accertato arriva il documento che traccia la rotta contro il virus

Il ministro della Salute Roberto Speranza
Il ministro della Salute Roberto Speranza

Vaiolo delle scimmie e vaccino, dopo il sesto contagio accertato arriva il documento che traccia la prima rotta contro il virus. Ecco dunque cosa prevede la Circolare del Ministero della Salute con la quale il titolare Roberto Speranza ha diramato le linee guida per fronteggiare una minaccia non pervasiva ma di certo concreta. Innanzitutto la circolare del ministero della Salute dispone di considerare la vaccinazione antivaoiolosa per i contatti a rischio e i sanitari. Ma non solo, il documento dà indicazioni precise sui criteri di segnalazione, tracciamento dei contatti e gestione dei casi di monkeypox.

Vaiolo delle scimmie e vaccino

A quali categorie viene consigliata la vaccinazione? La circolare parla di operatori sanitari e “contatti a rischio”. Ecco alcuni stralci: “La vaccinazione post-esposizione al virus del vaiolo delle scimmie può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici”. E ancora:  “L’adozione di contromisure di tipo medico farmacologico, inclusi specifici antivirali  può essere presa in considerazione nell’ambito di protocolli di uso sperimentale o compassionevole, in particolare per coloro che presentano sintomi gravi o che possono essere a rischio di scarsi risultati, come le persone immunodepresse“.

In quali casi si alla quarantena

La quarantena non è affatto esclusa: “in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie”. Poi alcune indicazioni empiriche in linea con gli Ecdc europei: le persone infette dovrebbero rimanere isolate fino alla caduta delle croste e in particolare ed evitare “contatti ravvicinati con persone immunosoppresse e animali domestici”. La chiosa è che “i contatti stretti dei casi di vaiolo delle scimmie dovrebbero auto-monitorarsi per lo sviluppo dei sintomi per 21 giorni dopo l’ultima esposizione”. Il ministero della Salute spiega anche che un potenziale contagio potrebbe coinvolgere gli animali di compagnia.

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