Commuoversi col video dell'ex ballerina malata di Alzheimer che torna a esser cigno è una cosa bella

Di Monica Monnis
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Dmitry Ageev - Getty Images
Photo credit: Dmitry Ageev - Getty Images

From ELLE

Sarà il momento storico che ci rende estremamente fragili, sarà che è inutile negarlo, c'è una categoria "svantaggiata" dal numero di candeline soffiate sulla torta dell'ultimo compleanno, una generazione finita in prima linea a dover affrontare questo mostro a viso aperto, sarà che in alcuni discorsi politici e non, viene fatto intendere che la loro vita sia meno preziosa e quindi sacrificabile. Sarà. Ma il video dell'ex ballerina del New York Ballet malata di Alzheimer, Marta C. González, che, ascoltando dalla sua sedia a rotelle la musica de Il lago dei cigni di Pëtr Čajkovskij se ne ricorda i movimenti e li abbozza con una grazia e un'intensità senza eguali, è una carezza al cuore calda e avvolgente.

Marta C. González è morta il 9 novembre 2019 nella residenza per anziani Muro de Alcoy di Valencia, in Spagna. Poco prima di lasciar chiudere il sipario, ha fatto ai suoi cari e i suoi estimatori un ultimo regalo degno dei suoi indimenticabili arabesque: la sua ultima danza su Il lago dei cigni di Čajkovskij, lo stesso balletto del XIX secolo con cui ben 53 anni fa, nel 1967, all’apice della carriera, aveva incantato il pubblico del NYC Ballet. Il video della sua last dance, registrato dagli operatori della casa di riposo montato con alcuni frame della stessa coreografia ballata dall'etoile Yuliana Lopatkina è stato condiviso dall’associazione no profit Música Para Despertar, in primis per ricordare Marta nel primo anniversario della sua morte, e poi per sensibilizzare circa la loro mission sull'importanza della musica per aiutare i malati di Alzheimer a far riaffiorare i ricordi. Perché nonostante la malattia degenerativa, l'etoile non aveva dimenticato i passi de La morte del cigno, il sudore e le lacrime lasciate sulla sbarra dell'accademia, la magia di quando negli anni Sessanta incantava le platee internazionali con la sua eleganza innata.

Un’interpretazione magica e commovente dal primo secondo all'ultimo, anche nella parte finale del video, quando un'emozionatissima Marta terminata la performance non si dice pienamente soddisfatta ("Bisognerebbe alzare le punte", spiega) . A commentare il filmato condiviso da tutte le testate senza distinzioni di latitudine, anche Antonio Banderas, che sulla sua pagina facebook ha scritto: "La musica di Čajkovskij è riuscita a prendersi gioco dell’Alzheimer. È già passato un anno da questo. Ora la diffusione di queste immagini serva come meritato riconoscimento della sua arte e della sua passione".

Secondo alcuni studi, infatti, le persone malate di Alzheimer conservano i ricordi legati alla musica perché la parte del cervello predisposta alla memoria musicale è danneggiata solo in parte dalla malattia (non a caso la musicoterapia viene sempre più utilizzata per rallentare il decadimento cognitivo ndr), ma non solo, riuscirebbe anche a migliorare le attività funzionali e ridurre i disturbi del comportamento dei pazienti, proprio come i villaggi per malati di Alzheimer dove la malattia è vissuta con autostima, dignità e senso di scopo. "Il potere della musica è incommensurabile. Grazie alla vita", scrive su Youtube Música Para Despertar, e non commuoversi è impossibile.