E finalmente è stata fatta giustizia per Gessica Notaro (e non abbiam bisogno di parole)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Elisabetta Villa - Getty Images
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From Cosmopolitan

Sono passati ormai quasi quattro anni da quella notte del del 10 gennaio 2017 quando Gessica Notaro è stata aggredita dall’ex compagno Edson Tavares che l'ha sfregiata al volto con dell’acido attentando alla sua vita e costringendola a complicati interventi chirurgici. Lui la perseguitava fin da quando lei l'aveva lasciato, ma a poco erano servite le denunce. Dopo quella notte Notaro si è fatta portavoce delle donne, ha parlato, si è esposta, ha mostrato i segni della violenza di genere. e ha chiesto giustizia. Oggi, dopo un percorso lungo e faticoso finalmente si può mettere un punto alla vicenda giudiziaria: la Cassazione si è espressa confermando una condanna a 15 anni. "Giustizia è fatta. Sognavo questo momento da tanto, tantissimo tempo. Ora mi sento più libera" commenta Gessica Notaro. E noi con lei.

Tavares si è sempre dichiarato innocente nonostante a casa sua siano state ritrovate diverse bottiglie di acido e le sue condotte precedenti fossero già violente, possessive e allarmanti. Ora però la giustizia si è espressa. "Speravo in questa sentenza", commenta la cantante e ballerina di Rimini intervista da Il Resto del Carlino, "Conferma che ho fatto bene a fidarmi dei giudici e della magistratura. Ora nessuno potrà più dire che Tavares è innocente. Nemmeno i suoi avvocati, che in questi anni mi hanno attaccata pesantemente". Notaro racconta le difficoltà del processo: "Hanno fatto sentire me sul banco degli imputati", spiega, "perché ho parlato pubblicamente e in televisione della vicenda. Quando io, invece, credo di essermi sempre comportata da signora, nonostante sia la vittima". Del resto si sa che le donne si trovano spesso a dover giustificare le proprie azioni e a subire giudizi e domande inappropriate (tra tutte il classico "Come eri vestita?"). È una cultura maschilista che favorisce la disparità di genere e una mascolinità aggressiva e tossica.

"Mi hanno attaccata anche in aula", racconta Notaro, "Battute, frecciate. Sono arrivati a invocare le attenuanti generiche per lui, sostenendo che io avevo avuto un atteggiamento provocatorio nei suoi confronti. Ma il fatto che io avessi continuato a parlargli, a essergli amica dopo che ci siamo lasciati, non era affatto una provocazione: volevo evitare quello che purtroppo è puntualmente successo. Sapevo che prima o poi la sua rabbia sarebbe esplosa". Il fatto che molte donne vittime di violenza non vengano credute, ma anzi spesso e volentieri siano screditate e attaccate da avvocati, giudici, medici e giornalisti, spinge a non denunciare e porta avanti un sistema marcio che normalizza la violenza di genere. Gessica Notaro ci mostra che far risuonare la propria voce è necessario per far sentire le altre donne meno sole e cercare di cambiare il modo in cui queste vicende vengono percepite. "Con la sentenza si chiude la partita giudiziaria", conclude, "non si richiuderà la ferita che ho dentro ma ora mi sento più forte e più determinata che mai. E parlerò sempre, se questo potrà aiutare altre donne a denunciare le violenze che subiscono".