E se anche l'architettura diventasse (definitivamente) unreal?

Di Alessia Musillo
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Fausto Garcia per Unsplash
Photo credit: Fausto Garcia per Unsplash

From ELLE Decor

Nonostante siamo stati abituati a guardare alla tecnologia virtuale come una forma di intrattenimento, l'irreale, oggi, va oltre, perché, da almeno cinque anni, gli studi di architettura e pianificazione urbana, ma anche quelli dell'industria automobilistica, utilizzano software come Unreal Engine o Unity per realizzare mondi immersivi che diano forma alle idee. Il che significa che fra i concerti virtuali e i dj set online con environment costruiti pixel per pixel grazie all'intelligenza artificiale, anche la progettazione diventa una scienza da toccare oltre lo schermo.

Photo credit: Maksym Diachenko per Unsplah
Photo credit: Maksym Diachenko per Unsplah

Pensiamo a Unreal Engine. Lo strumento di creazione 3D in tempo reale è in continua evoluzione a seconda del campo in cui venga applicato. Programmato inizialmente per servire il suo scopo ogirinale, cioè essere usato come motore di gioco, oggi offre ai creatori di tutti i settori industriali la libertà di interagire con esperienze altamente tecnologiche e interattive. Per gli architetti, Unreal Engine dispone di una suite completa di strumenti utili alla creazione di immagini fotorealistiche atte a concretizzare le idee in edifici (online) visibili nel dettaglio. Le immagini si muovono e danno forma a quelli che un tempo erano solo i disegni su carta. Non lasciano niente all'immaginazione e un interno di una casa si lascia osservare in tutta la sua abitabilità, modificandosi in tempo reale di fronte all'occhio di chi lo guardi. Non solo case ma anche le città - quindi opere degli urbanisti più nerd - diventano spazi da esplorare attraverso l'utilizzo della realtà aumentata: si entra nelle vie avvicinandosi dall'alto, come se un drone immaginario ci mostrasse tutti gli angoli urbani, e non c'è margine di errore: quello che fino a cinque anni fa stava su carta, oggi è già - perdonate il gioco di parole - realtà irreale.

In pratica, quando l'architettura e il 3d vanno a braccetto si realizzano progetti che si traducono in esperienze touchscreen oppure con il mouse si va da una parte all'altra, con le cuffie si ascoltano i suoni della realtà e con il VR si cammina fra pareti che ci sono e non ci sono. Paradossalmente, un negozio può rendersi più appetibile lanciando una sua replica digitale ancora prima della sua stessa apertura in versione fisica e attirare così una buona fetta di pubblico (potenzialmente, nuovi compratori).

Salto dall'altra parte del mondo. L'aeroporto internazionale di Hong Kong utilizza la tecnologia di Unity per simulare cambiamenti nei volumi dei passeggeri che si muovono da una parte all'altra del mondo, passando per l'immensa architettura nel Sud-est della Cina. Unity è una tecnologia piuttosto semplice da utilizzare e anche molto "leggera", se pensiamo che performi benissimo nel gaming su smartphone. Per usarla basta sottoscrivere un abbonamento, neanche così oneroso, proprio come gli architetti fanno con Adobe o facevano con Autocad di Autodesk - facevano appunto, perché Autocad oggi è talmente superato da rappresentare il passato. Nel caso dell'aeroporto cinese è stato realizzato un gemello digitale, un modello virtuale 3D, in cui i dati provenienti da diverse fonti possono essere integrati al fine di visualizzare un'interfaccia che renda il design un'esperienza per tutti e l'architettura un'ispirazione per servizi in costruzione che siano gradevolmente più efficienti. Il fatto che Unity ci metta la firma trasforma l'infrastruttura in una sorta di organismo in movimento, vivo. "Per dare vita al gemello digitale, il modello viene alimentato con dati in tempo reale provenienti da dispositivi IoT distribuiti in tutto l'aeroporto. A ciò si aggiungono strumenti di simulazione, applicazioni industriali e una piattaforma di analisi aziendale. In questo modo, HKIA (Hong Kong International Airport ndr.) può letteralmente prevedere ciò che l'aeroporto sperimenterà in futuro" si legge su OpenGov Asia.

Photo credit: Fayaz Moosa per Unsplash
Photo credit: Fayaz Moosa per Unsplash

In questo ampio discorso si inserisce Minecraft - il videogioco che, pezzettino per pezzettino, ha trasformato la Casa Bianca per esempio in un edificio da costruire seduti comodamente sul divano. BlockWorks, un team globale di architetti e designer, sta utilizzando la piattaforma di gaming per i propri progetti - rendendo utilissimo, dal punto di vista professionale, uno strumento pensato per lo più per il gioco. Oggi c'è anche Fortnite Creative Mode a mettere nelle mani di non-esperti scalpello e cemento - più facile di Unreal Engine, anche un bambino può iniziare a personalizzare il suo spazio su un'isola ancora tutta da immaginare - o Twin Motion, ottimo per simulare rendering di design e architetture. Tutto questo prova quanto sia attuale che gli ambienti trovino la loro realizzazione online. E quindi è opportuno chiedersi: oltre a studiare lo spazio, la storia o i materiali i progettisti di domani avranno ulteriori competenze (virtuali)? Sì, se pensiamo che nelle case fatte di pixel ci siamo già entrati (via gaming o adv) ed erano fatte talmente bene che non ce ne siamo nemmeno accorti.