E se le saune portatili fossero la soluzione (im)probabile per combattere il distanziamento?

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Klaus Vedfelt - Getty Images
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From Cosmopolitan

Basta, vogliamo vedere le persone, e non su Zoom, proprio dal vivo! Dopo mesi di distanziamento sociale con pure la combo Natale-Capodanno-Epifania passata a casa con al massimo i propri stretti conviventi e qualche visita essenziale, non se ne può più. Per quanto sia sacrosanto obbedire alle direttive del governo (è per il bene di tutti, dobbiamo ripetercelo nei momenti di sconforto) i nostri sogni erotici più proibiti si stanno ormai trasformando nel semplice desiderio di sedersi a tavola con un gruppo di amici o anche solo poter chiacchierare mantenendo il distanziamento (gioia pura). Ma è inutile dire "al massimo incontratevi all'aperto con le mascherine" se siamo in gennaio con tre gradi, pioggia, neve e quant'altro. Eppure c'è qualcuno che ha lanciato una proposta: e se le saune portatili fossero la - tanto bramata quanto improbabile - soluzione? Può essere, noi siamo pronte a tutto.

Bridget Read, autrice per il The New York Magazine, non solo ha lanciato l'idea ma ha anche documentato l'esperienza con la sua personal sauna ordinata appositamente per poter passare una serata all'aperto con gli amici mantenendo il distanziamento, ma stando serenamente al calduccio. Ok, a questo punto voi vi starete chiedendo: ma cosa sarebbe una sauna portatile? E la domanda non è certo superflua dato che personalmente non avevo idea dell'esistenza di qualcosa di simile. Si tratta di una specie di cabina automontante con struttura in metallo (o legno) e tessuto, con un buco per la testa e due cerniere per le mani. Per utilizzarla bisogna entrarci, sedersi su un apposito sgabello, chiudere tutto trasformandosi in una specie di cubo parlante, azionarla e godersi la sauna. Queste saune personali, richiedono l’uso di corrente elettrica e creano calore tramite gli infrarossi raggiungendo temperature piuttosto alte e ricreando un'esperienza simile a quella delle classiche saune finlandesi.

"Avevo grandi speranze da questa cabina dei sogni da 188 dollari", scrive Read, "Vedere gli amici all'esterno, ad esempio, dato che quel minuscolo barlume di interazione sicura in tempo di pandemia stava rapidamente diventando meno pratico con il calo delle temperature". Il sogno della giornalista, però, come spesso capita di questi tempi, si è rivelato meno idilliaco del previsto. Non che la personal sauna non funzioni: tutt'altro, a quanto pare le saune portatili sono una buona soluzione per chi ama rilassarsi in questo modo e non ha più la possibilità di farlo dato che palestre e Spa sono chiuse. Passare una serata con gli amici da dentro la propria sauna, però, non è così pratico, specie se gli altri nel frattempo camminano, mangiano o fanno qualsiasi cosa che includa un minimo di mobilità. "Ero come un minuscolo canguro nel marsupio di mia madre", scrive Read, "Le mie braccia sporgevano dai fori della sauna come le ali di un dolce colibrì ferito che sorseggia la sua acqua zuccherata o le braccia di un T-Rex". In poche parole: mentre si fa la sauna non si può fare molto altro, al massimo parlare o leggere un libro, ma non certo bere una birra o spostarsi dalla propria postazione.

"La sauna personale non ricrea l'ambiente temporaneamente perduto di sedersi in un luogo caldo con un amico", conclude l'autrice", "Un articolo per la casa comprato su Home Depot non può, infatti, cambiarci la tua vita quando la vita è così incasinata. So di doverlo accettare, per il momento". Al massimo si dovrebbe organizzare un ritrovo tra amici a patto che ognuno stia chiuso nella propria personal sauna senza muovere un muscolo. Sarebbe fattibile? Chissà, noi siamo pronte a tutto (e la scena sarebbe esilarante).