Ecco come insegnare ai figli il valore e la gestione corretta del denaro

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Photo credit: Sally Anscombe - Getty Images
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Insegnare la finanza ai ragazzi non è semplice soprattutto di questi tempi. La fotografia del Paese scattata dal Rapporto Iacofi della Banca d’Italia mostra un quadro poco incoraggiante: un italiano su 4 ha un livello di alfabetizzazione finanziaria non ancora sufficiente.

Educazione economica

"Il ruolo dei genitori nell'educazione dei figli è cruciale a 360 gradi", spiega Antonella Marchetti, Direttore del Dipartimento di Psicologia Università Cattolica del Sacro Cuore, Professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell'Educazione, Direttore dell'Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente, Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Scienze della Persona e della Formazione. "Il primo punto di specificità riguarda l'intensità, profondità e durata del rapporto genitori-figli: un legame che inizia dal subito ed è destinato a durare per moltissimo tempo. Dunque, gli insegnamenti consapevoli e impliciti di tipo economico che i genitori passano ai figli sono durevoli e pervasivi. Il secondo punto di specificità è relativo al fatto che tali insegnamenti possono avere luogo in vari momenti della vita quotidiana in famiglia, agganciandosi a routine di vario tipo: la spesa, la discussione sul budget per le vacanze, la comparazione tra due oggetti in termini di plus e minus tra cui quelli economici, il costo di un'iscrizione universitaria, la retribuzione lavorativa dei genitori. Il tutto naturalmente in funzione dell'età dei figli. La paghetta", precisa la Marchetti, "è un concetto che riguarda una determinata età, a partire dagli anni della scuola primaria, le tasse universitarie ovviamente un'altra. Terzo punto specifico è quello che concerne la funzione di modello interiorizzato/identificatorio che i genitori svolgono per i figli: l'interiorizzazione dei modelli parentali, a volte congruenti tra i due genitori a volte discrepanti, è elemento di costruzione di atteggiamenti e preferenze economiche nei figli.

Quando si può cominciare a parlare di denaro ai figli?

"I bambini iniziano a interrogarsi sul ruolo del denaro intorno ai 4/5 anni, sebbene ancora non ne comprendano il valore: tuttavia, a questa età è possibile, per esempio, facendoci accompagnare a fare la spesa e mostrando loro che i beni vengono pagati con il denaro, iniziare a far contare loro le monetine e spiegare la funzione del denaro. È solo a partire dai 6/7 anni circa che i bambini iniziano a capire il valore del denaro, quindi è possibile insegnare loro a riconoscere le monete e il denaro cartaceo e, per esempio, verificare se si ha la disponibilità per affrontare determinati acquisti", dice Annalisa Valle, Ricercatrice in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione, Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente, Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. "Tanto più i bambini sono piccoli, tanto più il loro ragionamento è concreto, ossia ancorato a oggetti osservabili e fisicamente manipolabili. Man mano che crescono, i bambini iniziano a comprendere che alcuni oggetti, come il denaro, hanno un valore simbolico: in pratica, riescono a comprendere che una moneta non vale sempre 1 €, ma può valere 50 centesimi così come 2 €. Durante il periodo della scuola primaria, lo sviluppo delle abilità matematiche permette loro di capire meglio il significato di questo valore simbolico, quindi di comprendere meglio come maneggiare il denaro. Proseguendo nella linea di sviluppo, i ragazzi acquisiscono sempre di più un ragionamento astratto, che permette loro di comprendere aspetti della gestione del denaro nei quali non sono direttamente coinvolti: dal denaro dematerializzato, alla situazione economica del passato o di Paesi lontani".

La pandemia ha cambiato il loro rapporto con il denaro?

"Molte famiglie hanno dovuto restringere i propri consumi, a causa delle entrate inferiori, e bambini e ragazzi si sono certamente accorti di questo cambiamento. Laddove le famiglie hanno maggiormente risentito della crisi causata dalla pandemia, anche i più giovani possono essersi preoccupati e aver vissuto momenti di ansia rispetto alle disponibilità economiche famigliari, sia per il presente, sia per il futuro", prosegue la Valle.
E sul fatto che spesso in rete ci si imbatte in video di ragazzi, anche molto giovani, che danno consigli su come diventare ricchi, e contestualmente mostrano abiti e accessori costosi, la ricercatrice spiega come è possibile proteggere i propri figli da pericolose illusioni. "Purtroppo, spesso la rete di per sé propone pericolose illusioni, in molti ambiti, tra cui anche quello economico. In generale, è bene rendere critici i ragazzi su ciò che stanno osservando: quanto è realistico il discorso che viene loro proposto? Chi parla ha le competenze giuste per farlo? Perché dovrebbero dargli ascolto? Quanto le informazioni proposte sono vere? Diventare ricchi è un sogno di molti, ma come è possibile effettivamente diventare ricchi? Che significato ha la ricchezza per la famiglia? Quali sono gli altri valori a cui è possibile aspirare? Che tipo di persona voglio diventare? Questi sono tutti interrogativi che possiamo sollevare con i nostri ragazzi, accompagnandoli piano piano in un percorso di assunzione di una prospettiva critica rispetto ai media e contemporaneamente di costruzione della propria identità e dei propri valori".

Le iniziative finanziare per i ragazzi

Banca Widiba con FEduF, fondata su iniziativa di ABI (Associazione Bancaria Italiana) nel 2014 per sviluppare e diffondere le conoscenze economiche e contribuire così a creare un'educazione finanziaria, hanno pensato a un’iniziativa in partnership, con l’obiettivo di accompagnare gli adulti nell’acquisizione di nuove competenze utili alla crescita della cultura economica anche dei più giovani.

Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned
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“Con questo percorso formativo, abbiamo deciso di dedicare un'attenzione speciale a genitori e figli, con l’idea di portare all’interno del dialogo familiare le tematiche di gestione del risparmio e delle spese per operare scelte finanziarie sempre più consapevoli nel presente e per migliorare la sostenibilità economica nel futuro”, dice Marco Marazia, Direttore Generale di Banca Widiba. L’iniziativa che si chiama Economia e fantasia - Insegnare ai figli l’educazione finanziaria e rientra in un progetto formativo articolato a cura della Banca e della Fondazione che coinvolgerà i genitori, con 8 webinar formativi inediti e aperti al pubblico, per spiegare e approfondire le tematiche connesse alla cultura economica e finanziaria. In una seconda fase, nel corso dell’anno scolastico 2021-2022, il progetto si rivolgerà invece direttamente ai più giovani, attraverso una serie di appuntamenti in presenza programmati presso scuole e università sparse su tutto il territorio nazionale (widiba.it - numero verde 800 225 577).

"La gestione delle spese e del risparmio", spiega Marazia, " è un aspetto dell’educazione finanziaria spesso trascurato perché considerato ostico o lontano dalla vita di tutti i giorni, ma che, nel corso dei webinar in programma a partire da questo mese, sarà trattato con un approccio ed un linguaggio alla portata di tutti. Un’occasione concreta per scardinare gli stereotipi tradizionalmente legati alla finanza e all’economia, mostrando, grazie al contributo dei manager e dei consulenti della nostra banca, di esperti e docenti, come sia semplice porre le basi per un futuro solido sin da bambini".

Filo diretto con i consulenti finanziari

Tra le ulteriori azioni messe in campo da Banca Widiba per il pubblico", aggiunge il direttore generale, " c'è anche quella di Ask Widiba rivolta alla community della Banca, che ha permesso negli scorsi mesi di mettere in contatto diretto, attraverso sessioni live sui social, clienti e consulenti finanziari affiancati da esperti di vari settori, per rispondere alle domande raccolte direttamente dai profili social di Banca Widiba sui temi legati alla crisi economica, al ruolo delle donne nella ripresa e ad un futuro più sostenibile, a testimonianza di come il tema dell’educazione finanziaria giochi un ruolo primario nella strategia della Banca, come parte di una visione più ampia orientata ad una società più inclusiva e attenta alle persone".

La cultura del risparmio si impara anche on line

“Siamo felici di accompagnare Banca Widiba nella diffusione di una sana cultura del risparmio che possa guidare i nostri ragazzi e le loro famiglie nei primi passi da muovere per diventare cittadini consapevoli”, prosegue Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale di FEduF (feduf.it). “E’ fondamentale aiutare i ragazzi a sviluppare consapevolezza sull’uso del denaro, sulle scelte di spesa, sulla propria impronta ecologica e far crescere in questo modo le loro competenze di cittadinanza economica, trasmettendo loro i valori fondamentali necessari per indurre comportamenti corretti e responsabili”.

Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned
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Il ciclo di incontri “Economia e fantasia - Insegnare ai figli l’educazione finanziaria” condotto e moderato da FEduF sarà arricchito dalle testimonianze di professionisti di Banca Widiba, con il contributo e la partecipazione di esperti e docenti esterni. Gli appuntamenti si svolgeranno con cadenza quindicinale su piattaforma digitale e in modalità interattiva, con la possibilità, per chi si collegherà, di intervenire e di porre delle domande durante un apposito momento dedicato, l’Angolo dei Consigli.

Si tratterà di un’occasione di reale confronto (i corsi sono totalmente gratuiti sia per le scuole sia per le famiglie, Ndr) per approfondire alcuni passaggi semplici e concreti oltre che fondamentali per l’educazione “economica” dei figli sin da piccoli, attraverso la voce diretta degli esperti che risponderanno a domande come: Quando è il momento giusto per iniziare a parlare di soldi in famiglia? Quando possiamo cominciare a dare una paghetta ai nostri figli? Quando possiamo iniziare a delegare ai figli piccole spese domestiche/famigliari? Come e quando possiamo insegnare loro i primi fondamentali per una corretta gestione dei loro risparmi?

Gli incontri verranno inoltre trasmessi in streaming su YouTube per poter essere fruiti anche successivamente alla diretta. L’allargamento della platea di potenziali utenti dei servizi finanziari, in particolare a quelli più giovani", precisa Robutti, "impone, ancor prima dell’educazione al Tech, nella quale peraltro le giovani generazioni sono abilissime molto più degli adulti, un’educazione al FIN. Per FIN intendo tutte le conoscenze e competenze finanziarie sulle quali, ad esempio, i quindicenni italiani (dati Ocse Pisa, Ndr), non raggiungono la media riscontrata nei pari età dei Paesi Ocse sui quali è stata effettuata l'indagine. Il denaro per i ragazzi rischia di restare un bene senza passato né futuro. Come faranno a capire come programmare una spesa, a valutare la necessità di differirla, a comprendere i concetti di priorità e di rinuncia, di bilanciamento tra possibilità e desideri, tra doveri e piaceri se, ad esempio, i genitori si sostituiscono a loro, anche nel corso dell’adolescenza, in queste decisioni? Siamo poi sicuri, che i genitori siano in grado di trasmettere equilibrio di giudizio e di comportamento nell’acquisto? Quali strategie educative adottano i genitori? È sempre più necessario procedere verso una responsabilizzazione delle scelte quotidiane per avere un quadro chiaro delle proprie possibilità: non è banalmente tagliare le spese superflue, quanto dare valore e trasformare ciò che facciamo per abitudine in scelta consapevole, partendo dai consumi prima ancora che dagli investimenti".

Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned
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Paghetta: sì o no?

I dubbi su quando bisogna iniziare a dare i primi consigli in materia di gestione del denaro, o meglio delle più note ‘paghette’ e risparmio ai figli sono sempre tanti. Lo sa bene anche Daniele Loro, CEO di Prestiamoci, consulente di Corporate Finance con ampia esperienza in tutti gli aspetti della consulenza finanziaria, padre di 3 figli di 15, 19 e 21 anni.

Quando è giusto iniziare a dare la paghetta ai ragazzi?

“Da padre posso segnalare che ho notato interesse per questi argomenti a partire dai 13 anni. Poi dopo qualche anno, si pone il doppio problema, da una parte c’è la voglia di spendere dall’altra quella di mettere da parte con l’obiettivo di acquistare qualcosa di particolarmente ambito, per esempio la moto, più avanti. Per accompagnarli a un corretto investimento bisogna aiutarli a focalizzare e scadenzare i loro bisogni. E insegnare loro come si possono fare dei piani di investimento anche con cifre piccole con l’obiettivo di ottenere un rendimento che può essere più o meno redditizio in base alla durata di questa operazione finanziaria. In questo modo imparano che bloccando il loro denaro per un certo periodo di tempo, realizzando una sorta di asset allocation, in base alla durata dell’investimento, possono guadagnare di più o di meno. E questo non li renderà dei broker senza scrupoli ma risparmiatori assennati.

Un po’ come accade in Prestiamoci?

In Prestiamoci si investono delle somme per brevi, medi e lunghi periodi con logica revolving. Il limite base è 1.500 euro. E si tratta di investimenti sicuri perché molto diversificati. In pratica Prestiamoci propone investimenti in prestiti personali, con diversi obiettivi. Per esempio uno che investe 5mila euro li investe in prestiti diversi che hanno mediamente un tasso del 7%. Un investimento che però non è senza rischio perché una parte di questi prestiti possono poi non essere pagati. Però essendo un’operazione così diversificata, in pratica è come investire in un piccolo fondo, il rischio si riduce.

E cosa dire delle cripto valute?

Bisogna dedicarsi al trading con molta costanza e professionalità altrimenti è meglio la sciare perdere.

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