Ecco cosa farà Trump da qui al suo ultimo giorno da Presidente

Di Enrico Pitzianti
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Photo credit: Justin Merriman - Getty Images
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From Esquire

Il prossimo venti gennaio si insedierà il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. A quella data manca meno di un mese. Nel frattempo però il presidente è ancora Trump e gli ultimi giorni rischiano di essere piuttosto densi di novità. Stephen Collinson, corrispondente dalla Casa Bianca per CNN, scrive che non c'è mai stato un momento in cui Trump “abbia avuto un maggiore incentivo a causare disagi”.

Non è un presentimento, perché le cose accadono per davvero: Trump in questi ultimi giorni di permanenza nello studio ovale ha deciso di usare lo strumento della grazia e l’ha concessa a 15 persone, tra cui criminali di guerra (già condannati), esponenti del partito repubblicano nei guai per corruzione (anche loro già condannati) e alleati coinvolti nel cosiddetto Russiagate. Il caso più discusso è quello della grazia concessa a quattro mercenari presenti in Iraq nel 2007 e condannati per crimini di guerra: tre dovevano scontare 30 anni e uno il carcere a vita. I quattro lavoravano per conto dell’azienda privata Blackwater e, come ha ricostruito la corte statunitense, spararono sulla folla disarmata uccidendo ben 17 civili tra cui due bambini (uno aveva solo 8 anni ed era in braccio a sua madre). Non è soltanto una grazia “moralmente discutibile” ma è anche concessa per interessi personali. Sì perché la compagnia privata per cui lavoravano i quattro condannati per la strage appartiene a Erik Prince, un potente ex appartenente al corpo dei Navy Seals e imprenditore che era già riuscito a far assegnare dalla presidenza Trump il ruolo di “Secretary of Education” a sua sorella Betsy DeVos.

L’usare i poteri dello stato per i propri interessi personali sembra essere una costante delle scelte di Trump. Uno degli esempi più noti è stato quello dell’aver usato strutture private come sedi per incontri istituzionali e meeting con capi di stato, in questo modo il governo statunitense ha pagato cifre milionarie direttamente alle società di Trump, con un evidente conflitto di interessi. Lo stesso uso personalistico della grazia non è una novità nella politica trumpiana: una ricerca condotta dalla Harvard Law School ha esaminato i 45 atti di clemenza decisi da Trump durante la totalità del suo mandato e ha concluso che ben l’88 per cento è stato concesso a persone legate direttamente al presidente o ai suoi affari. A confermare il trend c’è la grazia concessa al suo ex consigliere per la politica estera George Papadopoulos già arrestato per aver mentito all’FBI (cosa che ha ammesso lui stesso) e colpevole di aver innescato lo scandalo del Russiagate. Con la grazia a Papadopoulos Trump riesce a ripulire la fedina penale di un suo ex collaboratore, ma soprattutto dà un altro duro colpo all’inchiesta sulle interferenze russe, uno scandalo che lo riguarda direttamente.

Non c’è solo la grazia. Lunedì scorso il presidente in carica si è riunito con i suoi fedelissimi per continuare a cercare di sabotare l’esito elettorale. Il motivo è che il prossimo sei gennaio, durante il suo intervento al congresso, Trump potrebbe tentare, di nuovo, di mettere in dubbio pubblicamente la vittoria di Joe Biden, e questo anche se il riconteggio dei voti e l’insieme delle azioni legali promosse dal comitato politico di Trump non abbiano portato a nessuna prova di brogli, escludendo di conseguenza qualsiasi possibilità legale di procedere. Nonostante ciò Trump continua con “teorie strampalate sull’imposizione della legge marziale e sul voler sequestrare i voti”, riferisce sempre Collinson di CNN.

Trump minaccia anche di mettere il veto sulla manovra finanziaria bipartisan, appena discussa, che prevede aiuti economici per i cittadini statunitensi. Per ora si è rifiutato di firmare la legge che la renderebbe effettiva, e se rimanesse di quest'idea potrebbero andare persi i sussidi di disoccupazione per milioni di americani, già in difficoltà (il tasso di disoccupazione era al 4% ed è schizzato fino a sfiorare il 15%) a causa della crisi economica dovuta alla pandemia. Al congresso si era arrivati a un accordo per degli assegni da seicento dollari (la cifra di partenza era doppia ma i repubblicani, tradizionalmente, non apprezzano gli aiuti statali per paura di danneggiare il mercato), se non fosse che Trump di punto in bianco ha deciso che seicento dollari sarebbero troppo pochi e ne servirebbero almeno duemila. I democratici hanno colto la palla al balzo, per loro l’assegno da duemila dollari va benissimo, anche un “radicale” come Sanders ha immediatamente espresso il suo appoggio al bizzarro rilancio del presidente in carica, peccato che in questo modo i repubblicani abbiano trattato per niente, in altre parole Trump ha danneggiato il suo stesso partito. La sensazione è che l’unico interesse di Trump sia quello di creare il caos, farsi notare per rimanere al centro della scena politica con l’atteggiamento infantile di chi, dopo aver perso, porta via la palla.

Photo credit: NICHOLAS KAMM - Getty Images
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L'ex governatore dell'Ohio, il repubblicano John Kasich, riferendosi a questi ultimi giorni di Trump alla Casa Bianca, ha detto: "il resto del mondo sta guardando a tutto questo e le persone si stanno chiedendo: cosa sta succedendo in America?"

Ci sarebbe anche la possibilità che Trump decida di usare lo strumento della grazia presidenziale verso sé stesso. Sarebbe la prima volta nella storia. La ragione sarebbe mettersi al sicuro da eventuali processi futuri, che rischiano di coinvolgerlo molto più seriamente in quanto non godrà più della carica di presidente. Non c'è certezza che Trump userà la grazia in questo modo, ma se ne parla insistentemente da quando lui stesso disse pubblicamente di avere iniziato a valutare la possibilità di concederla ai suoi familiari e il suo avvocato, l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Due anni fa fu proprio Trump a scrivere su Twitter "Come sostengono molti esperti legali, ho assolutamente il diritto di graziare me stesso". Aggiungendo, subito dopo, "ma perché dovrei farlo visto che non ho fatto niente di sbagliato?".