Ecco perché mangiarsi le unghie fa bene

Altro che smalti al peperoncino, guanti e “bacchettate” (metaforiche) sulle mani: mangiarsi le unghie, uno dei vizi più diffusi al mondo, potrebbero in realtà rivelarsi una virtù. Almeno stando a quanto sostiene Stephanie Lynch, laureanda in medicina della University of Otago, che ha messo a punto uno studio che dimostrerebbe tutti i pregi di questa contestata abitudine.

La Lynch, che ha analizzato il “fenomeno” nell'ambito di un progetto estivo, ha preso in esame un campione di bambini che indulgono nel mordicchiarsi le unghie o nel succhiarsi il pollice, riscontrando che il loro sistema immunitario si svilupperebbe in maniera più efficiente rispetto a quelli che vengono “disincentivati”. Questo perché entrando di frequente in contatto con le migliaia di microbi e i batteri presenti sui polpastrelli, aiuterebbero l'organismo a sviluppare le difese necessarie per debellarli.

Il risultato dello studio della Lynch ha dimostrato inoltre che la maggior parte dei bimbi che si mangiano le unghie o si succhiano il pollice, abitudini con cui spesso si risponde psicologicamente allo stress e all'ansia, hanno meno probabilità di sviluppare allergie in futuro.

Una ricerca a sua volta utile a placare l'ansia, ma in questo caso delle mamme, che non vedono di buon occhio l'abitudine dei figli di avere sempre “le dita in bocca”. I medici però avvertono: anche se di fatto mangiarsi le unghie non ha conseguenze negative (eccezione fatta per la questione “estetica” e l'impossibilità di godersi una manicure), nei bambini succhiarsi il pollice può comportare problemi nello sviluppo della dentatura.