Ecco perché non dovremmo mai buttare i vestiti che non usiamo più in pattumiera

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Photo credit: Courtesy of Unsplash - Sarah Brown
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Come ogni stagione che si rispetti, l'estate porta con sé la nostra voglia di cambiare il guardaroba: liberarci del vecchio per fare spazio al nuovo è parte di quel movimento di decluttering positivo che, non solo aiuta il nostro armadio, ma anche il nostro spirito. Vestiti vecchi, sgualciti, logori o che si portano dietro dei ricordi non più piacevoli? Non sia mai: la parola d'ordine in casa nostra deve essere rigorosamente "only good vibes"! Ma come separarsene? Buttandoli nella spazzatura? Ma non sia mai! Bisogna dare un taglio a questa pratica dannosa per l'ambiente: fino a 20.000 tonnellate di prodotti tessili vengono buttate ogni anno nella vicina Francia, dove la moda arriva a inquinare quasi quanto il petrolio – e l'Italia non è certo da meno.

L'industria tessile è responsabile dello sfruttamento delle risorse idriche: dalle piantagioni di cotone, ai processi di trattamento e lavaggio dei tessuti, si è arrivato a stabilire che la realizzazione di una sola T-shirt arriva a richiedere circa 2700 litri di acqua; senza poi contare le emissioni di gas serra (destinate ad aumentare del 60% nei prossimi 10 anni) e lo smaltimento delle sostanze tossiche (microplastiche e capi sintetici in primis), che sono tra le cause più preoccupanti di inquinamento. È necessario correre ai ripari e adottare un'inversione di tendenza: la vita eco-responsabile è la strada da percorrere per cambiare rotta. Essere consapevoli dei rischi legati al fast fashion, in particolare, ci permette di comprare meno, buttare meno e sfruttare di più il lato sostenibile della moda. E se temiamo di avere sempre gli stessi noiosi vestiti... ricordiamoci del vintage: un modo ecosostenibile per riutilizzare e dare nuova vita a capi che ci rendono unici e originali! Vediamo insieme come liberarci (senza inquinare) dei nostri vecchi vestiti.

Step 1: vendere i vestiti

"Ma chi mai vorrà comprare questa vecchia gonna?" "Davvero qualcuno potrebbe volere il mio cardigan comprato 3 stagioni fa?". La risposta è: sì, perché no? Piattaforme come Depop, Vinted, Esty o Ebay sono popolate di persone che cercano capi in buono stato ma intramontabili: chicche, insomma, che possono dare un tocco di originalità al guardaroba.

Regole da tenere presente:

  1. Essere quanto più onesti possibili nella descrizione, dichiarando segni, usure o piccole imperfezioni. A nessuno piacciono le cattive sorprese!

  2. Consegnare i vestiti puliti, in ordine e impacchettarli adeguatamente per il trasporto

Step 2: donare i vestiti

Separarsi da vestiti che non si intende vendere: che fare? Mai escludere i doni alle associazioni – meglio ancora se locali! Dare un'occhiata alle bacheche di quartiere, a o agli annunci locali sui social come Facebook è sempre utile: sono moltissime le associazioni, controllatissime, che si preoccupano di donare vestiti ai più bisognosi o di rivenderli e dare il ricavato in beneficienza.

Regole da tenere presente:

  1. Siamo ancora in periodo Covid, quindi è sempre consigliato telefonare e accertarsi che sia possibile prendere appuntamento

  2. I vestiti sono destinati a essere portati da altre persone: consegnarli lavati e in ordine è sempre fondamentale!

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Becca McHaffie
Photo credit: Courtesy of Unsplash - Becca McHaffie

Step 3: i contenitori per il riciclo dei vestiti

Come menzionato, i vestiti sono difficili da riciclare (vuoi per le zip, le tinte usate o i tagli specifici), ma se vogliamo liberarci dei vestiti senza venderli o donarli ad associazioni, possiamo fare appello ai contenitori per il riciclo dei vestiti presenti in tutti i comuni d'Italia. Ci sono associazioni che si occupano di raccogliere questi vestiti e, dopo aver fatto una selezione di ciò che può ancora essere utilizzato, si occupano di donarlo ai più bisognosi. Un lungo vestito che non vi va più ha un problema alla manica? Non dimentichiamoci mai che ci sono maghi del taglio e cuci che possono tagliare pezzi di tessuto, ricomponendo una gonna o un corpetto. D'altronde, è proprio quello che facevano le nostre nonne e mamme da giovani! Mai sottovalutare la competenza e la fantasia delle sartine!


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