Elena Sofia Ricci su "Fiori sopra l'Inferno": «Non è un poliziesco classico, ma un thriller psicologico»

Elena Sofia Ricci ha appena concluso le riprese di «Fiori sopra l'Inferno».

La nuova serie tv è tratta dal romanzo omonimo di Ilaria Tuti (Longanesi) e ambientata in Friuli Venezia Giulia, dove l'attrice si è calata nei panni della detective Teresa Battaglia.

«Teresa è un'esperta in profilazione di serial killer», racconta Elena Sofia Ricci a TV Sorrisi e Canzoni.

«Una donna che ha passato qualche inferno personale e, per questo motivo, appare ruvida, graffiante. Abituata a scandagliare nella profondità degli abissi umani alla ricerca di mostri, dovrà fare i conti con i suoi, di mostri. Il diabete, di cui soffre il suo corpo, e i primi sintomi del morbo di Alzheimer che offuscano la sua mente, la sua memoria. Fragilità che la rendono ancora più dura...».

A differenza dell'amabile Suor Angela in «Che Dio ci aiuti», nella nuova serie poliziesca, Teresa appare piuttosto ruvida.

«Sì mi sciolgo solo davanti ai bambini: i piccoli abitanti del paese immaginario di Travenì. Molti sono vittime di crimini, ma parteciperanno anche alle indagini su una scia di omicidi. C'è qualcosa alla Steven Spielberg nella storia, il regista Carlo Carlei è bravissimo con questo tipo di atmosfere: "Fiori sopra l'inferno" non è un poliziesco classico, ma un thriller psicologico. Una novità per Raiuno: non ci sono casi di puntata, ma è una storia unica nei sei episodi, che dura per tutte e tre le serate».

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