Eleonora Cadeddu: “Per strada mi chiamano Annuccia, ma io non penso molto a ‘Medico’. Ho ricominciato da zero"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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(Photo: Eleonora Cadeddu)
(Photo: Eleonora Cadeddu)

“Chi ha successo da bambino, poi cambia fisicamente, caratterialmente e sparisce: una cosa che può mandarti fuori di testa. Arrivi in cima e dalla cima cadere fa più male. Mantenere i piedi per terra aiuta ad attutire quella caduta, che tanto prima o poi arriva”. Eleonora Cadeddu sulla cima è arrivata da piccolissima. Aveva 3 anni quando entrò a far parte della fortunata fiction Rai “Un medico in famiglia”, dove interpretava la piccola di casa Martini, Annuccia. Quel ruolo ha continuato a definirla anche a serie conclusa: difficile trovare produzioni che credano tu possa essere altro, quando gli spettatori sono ancora così affezionati a quel personaggio. Lei non si è lasciata scoraggiare, ha iniziato a frequentare una scuola di recitazione e ha ricominciato tutto da capo, come una normale ragazza della sua età – di anni ne ha 25 adesso – con un importante passato alle spalle.

Eleonora, come vivi il fatto di essere ancora associata a un personaggio?

Mi fermano per strada chiamandomi Annuccia. “T’ho cresciuta” mi dicono. La trovo una cosa tenera, sento il loro affetto. A livello lavorativo è un altro discorso. Da quando Medico è finito, mi sono evoluta come donna e attrice. Sono ruoli che, purtroppo e per fortuna, ti segnano, dai quali è molto difficile staccarsi. Ci sono persone che a 20 anni hanno cominciato a fare questo mestiere, io sono identica a loro, ma ho una pagina scritta alle spalle. Voglio solo darmi da fare, seguendo il percorso delle ragazze della mia età, per inseguire il mio sogno. Studio all’università, studio recitazione: tengo molto alla normalità.

Cosa ti ha dato e tolto quel mondo, conosciuto da piccolissima?

Mi ha dato una visione molto ampia. Ho conosciuto persone, avuto esperienze che mi hanno formato, anche se sul momento non me ne rendevo conto. Poi c’è l’altro lato della me...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.