Elezioni 2022, Conte: "Raggi non candidabile in Parlamento"

(Adnkronos) - "Non ho compreso su quale base Raggi dia l'interpretazione che è candidabile. In realtà abbiamo detto che vale il doppio mandato per tutti: lei, considerando il mandato zero, comunque sta svolgendo un terzo mandato. Per questo ritengo che non ci siano assolutamente le condizioni" per una candidatura di Raggi in Parlamento. A chiarirlo una volta per tutte è Giuseppe Conte, leader del M5S, a 'Controcorrente'. "Virginia Raggi non è candidabile. Lo dico - ribadisce - perché questo ha creato, rispetto agli altri nelle medesime condizioni, una prospettiva assolutamente falsata".

Quanto all'altro 'big' non candidato, per sua scelta, Alessandro Di Battista "me lo aspettavo - afferma - perché ci siamo parlati alcune volte nei giorni scorsi, abbiamo parlato della linea politica del Movimento e abbiamo registrato qualche divergenza. Forse questa è la ragione principale che ha portato poi a questa decisione di Alessandro". Di Battista, ha proseguito Conte, "è una persona che ha avuto un ruolo importante nella storia del Movimento, lui ha detto una cosa che a me piace molto: voglio comunque fare politica e creare un'associazione. Io sono convinto che la politica sia dappertutto". Quanto alle parole dell'ex deputato pentastellato su Beppe Grillo definito un padre-padrone, Conte non afferma: "Non entro nel loro rapporto personale, mi sembrano assolutamente parole ingenerose nei confronti di Grillo. E' una sua opinione. Con Grillo ci sentiamo quasi tutti i giorni. Siamo tutti e due concentrati per rilanciare l'azione del Movimento". Sul palco insieme in campagna elettorale? "Sicuramente organizzeremo qualcosa. Ogni movimento attraversa delle varie fasi, questa è una fase nuova in cui però Grillo rimane assolutamente indispensabile", assicura l'ex premier.

Secondo Conte "il M5S può essere una sopresa perché - afferma - c'è un forte astensionismo. I cittadini devono capire che se non si schierano e rimangono a casa per coltivare un disimpegno, lasceranno che in Italia non cambi nulla. Devono andare a votare. Quando l'astensionismo si ridurrà, sono convinto che cresceremo. Siamo l'unica forza politica che può vantarsi di aver realizzato almeno l'80% del programma elettorale presentato nel 2018", rivendica Conte.

"Quando il governo Conte 2 è caduto c'era la fila all'ambasciata americana di politici italiani che andavano e venivano. Tutti andavano lì a raccomandarsi. Io garantisco a Washington e a tutti gli alleati dell'alleanza euro-atlantica la massima lealtà. Però loro mi conoscono e conoscono il M5S: noi difendiamo gli interessi nazionali in modo serio, concreto e diamo un contributo costruttivo per leggere con attenzione e interpretare il quadro geopolitico".

E sull'accordo Calenda-Renzi ironizza: "Qual è il balletto di oggi? Mi sono distratto anch'io, non ci capisco più nulla... Mi verrebbe da commentare con il titolo di quel famoso film 'Una poltrona per due'. Girano dei video in cui, qualche giorno fa, Calenda dichiarava che gli faceva orrore far politica con chi ha cercato di sponsorizzare il rinascimento saudita, oggi invece li vediamo affianco. Vediamo quanto durerà e se riusciranno ad andare d'accordo almeno in campagna elettorale", attacca il leader M5S.

Quanto a un suo possibile riavvicinamento al Pd "non vedo la prospettiva, in questo momento, di una alleanza dopo il voto - afferma - vedo la prospettiva di un progetto del M5S che sollecita i cittadini, anche quelli astensionisti, ad andare a votare, e vedo degli obiettivi", insiste.

Che effetto fa vedere la foto di Di Maio nella sede del Pd? "Ha uno sguardo un po' furtivo... Mi fa un certo effetto, però non voglio parlare di Di Maio. Ho detto quello che pensavo, lasciamogli la possibilità di inseguire le sue ambizioni politiche".