Elia, 25 anni, in prima linea nella Zona Rossa

Elia Delmiglio, sindaco di Casalpusterlengo

di Claudio Semenza



Casalpusterlengo, 15.300 abitanti, una cinquantina di chilometri da Milano, è uno degli undici comuni italiani che costituiscono la cosiddetta “Zona Rossa” dell’emergenza Coronavirus.
Qui lavorava il Paziente 1, il trentottenne di Codogno che sarebbe all’origine di molti dei contagi verificatisi in Italia. Qui, il 22 febbraio, è stata registrata quella che viene considerata la seconda vittima italiana del COVID-19.


Dal 23 febbraio a Casalpusterlengo non si entra e non si esce. Tutte le vie di accesso sono presidiate dalle forze dell’ordine. Gli abitanti sono in quarantena, secondo quanto disposto dal Decreto Legge numero 6 approvato dal Consiglio dei Ministri.


Elia Delmiglio, 25 anni, è il sindaco di Casalpusterlengo dal maggio del 2019, ed è in prima linea nell’affrontare l’emergenza. Yahoo gli ha chiesto di raccontare come il paese stia vivendo l’isolamento.


Sindaco, lei come sta?

“Bene, a parte il fatto che dormo al massimo tre ore per notte. Da quando è scattata l’emergenza sono relegato in Comune, attaccato al telefono, cerco di rispondere a tutte le richieste dei cittadini”.


La domanda più frequente?

Sindaco, quando finirà?” Ma è anche la domanda più difficile. Per ora si parla di 15 giorni di quarantena. Ma la risposta più corretta è che durerà fino a nuove disposizioni”.


E i suoi concittadini come stanno?

“Io parlo dal punto di vista delle gestione delle comunità. Preferisco non pronunciarmi sulla situazione medico-scientifica, ognuno deve fare il suo mestiere.
Posso dire che tutti stanno affrontando questa emergenza con grande responsabilità. E’ una situazione inaspettata, ma la popolazione si sta abituando a questa situazione irreale, a vivere all’interno della Zona Rossa con tutto chiuso. Le persone escono, passeggiano per la città, ma tutti i bar, tutti gli uffici, tutte le scuole, tutte le realtà produttive economiche sono chiuse”.



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Non si esce e non si entra, giusto?

“Giusto, tranne che per alcune deroghe che la Prefettura analizza caso per caso”.


Lei è uscito dal paese?

“No, ho fatto riunioni in collegamento audio e video, da remoto. Come le ho detto la vita dei cittadini è concentrata sull’essenziale: di fatto si esce soprattutto per fare la spesa o andare in farmacia”.


Posto di blocco a Casalpusterlengo (Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)


Abbiamo visto che in alcune città, anche a Milano, si sono verificati casi di veri e propri assalti ai supermercati per accaparrarsi cibo. Da voi, nella Zona Rossa, succede?


“Direi di no. Nei primi giorni c’è stata una corsa, a mio avviso sbagliata, al supermercato. Poi invece i cittadini hanno capito che i supermercati non chiudono, che gli approvvigionamenti arrivano regolarmente e la situazione si è stabilizzata. Abbiamo chiesto ai cittadini di recarsi a fare la spesa in maniera responsabile.
Ripeto: per ora non registriamo carenza di alimenti o farmaci. Ma monitoriamo la situazione”.

E per quando riguarda i controlli medici sulla popolazione? Nella Zona Rossa siete sottoposti a trattamenti particolari?


“Il tampone per verificare l’infezione viene eseguito solo se si presentano i sintomi che il triage medico telefonico individua come possibili sintomi del Coronavirus. Chi sa di essere in contatto con una persona positiva conosce bene l’iter della quarantena da seguire, e lo rispetta; ma il tampone si fa solo se si presentano i sintomi”.



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Il fatto che a Casalpusterlengo si sia registrata la seconda vittima italiana del Coronavirus ha reso più difficile gestire l’emergenza dal punto di vista emotivo?

“Anzitutto la positività delle nostra concittadina è stata riscontrata dopo il decesso, e non vi è certezza che quella sia stata la vera causa. La signora, come tutte le altre vittime registrate in Italia, soffriva già di un’altra patologia. Detto questo per la comunità è stato un grande dolore, siamo vicini alla famiglia colpita dal lutto”.

Sa quanti sono i casi di positività a Casalpusterlengo?

“No, non è un dato che ci viene comunicato”.

A lei il tampone l’hanno fatto?

“No, per fortuna io sto bene al momento”.

Lei è un sindaco molto giovane, 25 anni, sente attorno a sè fiducia da parte dei cittadini?

“Devo dire di sì, anche in maniera inaspettata. La cosa mi emoziona molto, perché sto ricevendo tante gratificazioni, ringraziamenti, incoraggiamento. E’ emozionante riceverli per un sindaco in una situazione così delicata, al di là degli schieramenti e del colore politico. Mi aiuta molto”.

Anche a dormire tre ore per notte?

“Esatto, non molliamo”.


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