Elisabetta Canalis: la sua opinione sul politicamente corretto

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Elisabetta Canalis ha sfoderato il suo aspetto più emancipato e riflessivo per discutere del politicamente corretto.

La showgirl non è solita sbilanciarsi sulle sue opinioni personali. Tuttavia, in una serie di Storie recentemente condivise su Instagram, la 42enne di Sassari ha voluto parlare dell’ipocrisia della società, che non approva.

«Penso che la direzione che stiamo prendendo è quella del dovere esprimere un pensiero a senso unico, censurando e censurandoci per il terrore di essere bollati come misogini, omofobi o razzisti. L’Italia è un Paese libero e così dovrebbe rimanere. L’Europa non deve omologarsi alle follie del politically correct che si vedono sempre più spesso altrove, anche perché a livello di diritti umani e di umanità in generale abbiamo tanto da insegnare a molte nazioni», scrive Elisabetta Canalis nelle sue Stories su IG.

«Vedo con preoccupazione persone completamente fuori di testa che ci impongono via social cosa sia giusto o sbagliato cosa dobbiamo dire e cosa NON dobbiamo, tutto in nome dell’uguaglianza o dei pari diritti - riflette l'ex velina -. In questo modo si dividono le persone invece che unirle, fomentando un bullismo collettivo spacciato per difesa dei diritti delle minoranze, minoranze che hanno le loro idee e le loro sfumature ideologiche e che non vogliono essere messe tutte sotto lo stesso cappello».

Da anni, la Canalis è residente a Los Angeles, in California, dove si è sposata con il chirurgo ortopedico Brian Perri e con cui condivide la figlia Skyler Eva Perri.

«Vivo in un paese dove questo fenomeno sta arrivando all’estremo e spero che la nostra vecchia Europa, con le sue radici e la sua storia riesca a salvarsi da quest’ondata di follia in arrivo, pur sensibilizzando le nuove generazioni al rispetto e all’amore per il prossimo così come per le creature che abitano questo pianeta insieme a noi».

E conclude: «Forse la differenza la farà chi di noi ragionerà con la propria testa senza farsi intimorire dai “buonisti” e dai “cattivisti” che amano mettere alla gogna chi sa avere un’opinione. Scusate ma a volte è difficile rimanere indifferenti, preferisco avere una conversazione civile, ascoltare ed essere ascoltare piuttosto che seguire il gregge».