Elisabetta Canalis si batte per i diritti degli animali e lo fa con il maglione più cool del 2020

Di Redazione Digitale
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Photo credit: Cosmopolitan
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Elisabetta Canalis e il suo maglione pink (dallo stile perfetto per chiudere il 2020) hanno un messaggio per te: l'attrice e modella si è espressa su Instagram riguardo una questione molto delicata e importante, facendosi portavoce di una richiesta al premier Giuseppe Conte già avanzata nelle settimane scorse da circa 30 mila persone che hanno aderito alla campagna promossa dall'associazione animalista Peta (People for Ethical Treatment of Animals). A seguito dei casi COVID-19 negli allevamenti di visoni, la proposta è quella di chiudere definitivamente gli allevamenti di animali da pelliccia e aiutare le aziende del settore a riconvertirsi, in modo che nessuno perda il proprio posto di lavoro.

Il maglione rosa di Elisabetta Canalis per lanciare un messaggio importante

Per parlare su Instagram Elisabetta Canalis ha optato per un look semplice ma di grande effetto: un maglione donna dal colore brillante. Il suo maglione in lana a collo alto è infatti rosa accesso, quasi fucsia, come se fungesse da evidenziatore per il messaggio importante che l'influencer ha condiviso.

E così Elisabetta ha raccontato ai suoi follower - e non solo: "Gli allevamenti sono posti sporchi e senza norme igieniche" dice, "e in questo momento di pandemia dovremmo pensarci. Dire no a una pelliccia, se ci pensiamo, alla fine non è poi una così grande rinuncia". Si rivolge poi a Giuseppe Conte: "Il governo è alle prese con problemi enormi in questo periodo" riconosce la showgirl, "ma la invito a prestare attenzione anche a questo aspetto e a trovare una soluzione. Lei può farlo."


La sua lettera aperta a Palazzo Chigi è stata condivisa nelle story Instagram della modella: il punto di partenza è la pandemia di coronavirus che sta tormentando il pianeta e il fatto che il Sars-Cov2, così come altri virus prima di questo che anno causato epidemie, come Aids e Sars, arrivi dagli animali selvatici all’uomo attraverso uno o più salti di specie. La presenza del virus negli allevamenti di visoni in diversi Paesi europei ha già indotto diversi governi, tra cui quello italiano, a sospendere le attività delle aziende del settore: la richiesta è che questo stop diventi definitivo, a protezione degli animali così come delle persone.