Elisabetta (seconda) a nessuno. Tanti auguri a The Queen che oggi compie 95 anni

Di Alessandra Pon
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Photo credit: Max Mumby/Indigo - Getty Images
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Il 2021 non è solo l’anno in cui la Regina Elisabetta II compie 95 anni, ma quello che le regala un nuovo record da sovrana e apre alle celebrazioni del prossimo, il 2022, quando raggiungerà i 70 anni di regno. Di questa regina così popolare e pazzamente letta&cliccata cosa ancora potremmo non sapere? Tenta l’impresa Eva Grippa, giornalista di Repubblica e royal watcher, cercando la vera Elisabetta attraverso la storia delle dieci donne più importanti della sua vita scritta nel suo libro Elisabetta e le altre (De Agostini).

Ha scelto di cominciare con Marion Crawford, la più misconosciuta…

Non potevo non partire dalla nanny che l’aveva cresciuta. La figura anche più misteriosa e di cui ho ricostruito la vicenda con maggiore difficoltà, riuscendo a trovare una copia del libro, The Little Princess, che le costò l’ostracismo a vita. Proprio, e solo le sue pagine ci restituiscono l’Elisabetta bambina, il carattere, le emozioni, le “manie”... Morì sola e in totale disgrazia.

Photo credit: Chris Jackson - Getty Images
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La più determinante è stata l’americana Wallis Simpson?

That woman, così la Regina madre, a sua volta etichettata con The Cookie, “biscottino al burro” per la sua facciotta bianca e tonda, chiamava con tutta antipatia Wallis Simpson. Antipatia che Elisabetta eredita, con questo paradosso: fu proprio grazie, se non a causa della Simpson (l’americana per cui lo zio Edoardo abdicò, ndr), che Elisabetta diventò regina, dato che il padre non era l’erede al trono. Eppure 'questa donna' la incontrò solo qualche volta, l’ultima al funerale dello zio, quando da vedova fece un’apparizione all’altezza della sua fama, in total look Givenchy, spingendo la madre a un gesto di riconciliazione. “Non sono bella”, aveva sempre detto la Simpson, “ma quello che so fare è vestirmi meglio di chiunque altro.

Diana, invece, è stata la più pericolosa

La morte di Lady D mette per la prima volta Elisabetta sul banco degli imputati. Non capisce perché i suoi sudditi si sentano traditi dal suo silenzio. Ma Tony Blair (primo ministro del Regno Unito dal 2 maggio 1997 al 27 giugno 2007, giorno delle sue dimissioni, ndr) le fa capire il suo 'errore di valutazione' e lei lo supera con un discorso di commiato bellissimo che la ricorda come donna e splendida madre. Con Diana ha rischiato, ma ha anche imparato molto: a partire dal fatto che a nessuna duchessa dovrebbe essere lasciata l'opportunità di diventare un’icona e nessuna consorte di un principe ereditario dovrebbe essere permesso di mettere in ombra il marito. Insegnamento che le è servito con Kate e Meghan.

Le nipotine: Kate, la più diligente e Meghan, un’altra americana, la più deludente

Kate bravissima ad attirare l’attenzione senza offuscare la monarchia, un lungo apprendistato per farsi 'addomesticare': si è rivelata quella giusta perché come Elisabetta ha un grandissimo senso del dovere, assunto un ruolo lo ha fatto proprio. Meghan non ne ha avuto neanche il tempo: tutto troppo veloce, il matrimonio, il figlio, l’ingresso in una gerarchia da rispettare – perché questa è la monarchia. Lei e Harry volevano cambiarla, invece se ne sono andati. Hanno buttato nel tritacarne tutti tranne, proprio, Elisabetta.

La regina Elisabetta, comunque la più rispettata...

Sì anche Diana e Sarah, nel momento delle peggiori accuse, hanno salvato lei, l’unica - dicevano - che non aveva mai chiuso la porta. Alla fine anche l’unica capace, come aveva promesso, di mettere sempre al primo posto il suo Paese. Chiunque le succederà non avrà vita – e ruolo – facile". Come dire, God saves the Queen, e chi ce l’ha accanto...